Editoria

23 aprile 2010 | 15:48

EDITORIA: BONAIUTI, BASTA FONDI A PIOGGIA MA NO A TASSE/ANSA

EDITORIA: BONAIUTI, BASTA FONDI A PIOGGIA MA NO A TASSE/ANSA
SOTTOSEGRETARIO REPLICA A FIEG, VERSO STATI GENERALI A GIUGNO
ROMA
(di Daniela Simonetti) (ANSA) – ROMA, 23 APR – E’ finita la stagione dei contributi a pioggia: il mondo è cambiato e per rilanciare l’editoria bisogna attuare una politica improntata alla riduzione dei costi, ispirata al risparmio e orientata alla razionalizzazione delle risorse. Ma non serve l’introduzione di nuove tasse, come il mini-prelievo sulla connessione web ipotizzato dalla Fieg come misura transitoria. E’ questa la posizione del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’editoria Paolo Bonaiuti che è intervenuto al convegno della Federazione dei Liberi Editori sui ‘lavori in corso’ per la riforma del settore. Particolarmente attese oggi le parole di Bonaiuti dopo l’attacco al governo portato ieri dalla Federazione degli editori che hanno tacciato l’esecutivo di imporre una logica punitiva agli interventi nel mondo editoriale. “Si apre un mondo enorme – dice Bonaiuti – che non è però quello di Bengodi, del contributo indiscriminato. Se non si capisce questo non si va avanti”. Questa la premessa, poi mano tesa a tutte le proposte che potranno confluire agli Stati Generali da tenersi a giugno per avere il tempo di risolvere le questioni ancora aperte. La crisi continua a mordere e l’informazione è profondamente cambiata: “In questa congiuntura ci muoviamo in difesa della persona che lavora. Ma alcuni eventi hanno comportato una riduzione dei costi e ci siamo dovuti adoperare per tamponare le falle che da più parti si sono aperte”. E’ il caso del diritto soggettivo per il quale è stato scelto un “sostegno bipartisan” e quello del taglio ai fondi destinati all’emittenza radiotelevisiva: “Ma qui è stata giocata una partita non del tutto corretta perché in realtà  la riduzione ha riguardato l’acquisto dell’abbonamento alle agenzie”. Dieci milioni di euro sono stati ripristinati: “Non é una cifra enorme ma è comunque il massimo che si poteva fare”. Poi la questione delle tariffe postali agevolate. “Stiamo cercando – annuncia (ricordando come il caso derivi dalla liberalizzazione dell’Ente) – un accordo con le Poste Italiane. Sottotavoli di lavoro sono stati istituiti per permettere a tutti i soggetti interessati di participare con l’input di proteggere i piccoli editori”. In più, Bonaiuti ha ‘sposato’ la proposta di Paolo Gentiloni sulle tariffe agevolate, quella di spalmare il debito pregresso sugli anni successivi secondo il principio applicato per il diritto soggettivo. Inoltre, un contributo specifico potrebbe essere riservato alle testate no profit laiche e cattoliche per “salvarle da un destino che altrimenti non apparirebbe dei migliori”. Parola d’ordine è stringere la cinghia: “Anche il regolamento che sarà  presto all’esame del Consiglio dei ministri va in questa direzione, permettendo un risparmio che non sarà  enorme ma servirà  a semplificare un panorama che, altrimenti, resterà  gravido di illusioni”. Sacrifici necessari per permettere un nuovo ‘start up’ dell’editoria ma niente tasse aggiuntive. Bonaiuti non condivide infatti l’ipotesi del presidente degli editori Carlo Malinconico di una minitassa transitoria sull’accesso al web: “Non è questo il tempo di tassare ma quello di incentivare. Dovremo fare posto al nuovo salvando quello che è possibile del vecchio. Ma ciò non potrà  avvenire con un sistema di finanziamento a pioggia. Salviamo il salvabile sapendo che tutte le carte vanno rimescolate”. (ANSA).
SN/ S0A QBXB