Editoria

23 aprile 2010 | 15:51

MONITO BOSSI A BERLUSCONI, COSI’ NON SI VA AVANTI /ANSA

MONITO BOSSI A BERLUSCONI, COSI’ NON SI VA AVANTI /ANSA
POPOLO LEGHISTA IN FERMENTO, E IL LEADER GIOCA RUOLO MEDIATORE
MILANO
(di Maurizio Lucchi) (ANSA) – MILANO, 23 APR – “Io sono per la mediazione ma la gente del nord no, ha perso la pazienza”: Umberto Bossi, ancora una volta, si ritaglia il ruolo di mediatore e nel contempo avverte Berlusconi “il federalismo resta la via ma bisogna farlo subito!”. La posizione di Bossi si esplicita conversando al telefono con l’ANSA, subito dopo il Consiglio dei ministri cui il leader del Carroccio ha preso parte, e soprattutto subito dopo che aveva già  fatto rumore il titolo e il contenuto di un articolo pubblicato stamani dal quotidiano di partito ‘La Padania’ nel quale, senza mezzi termini, si adombrava il rischio di una fine della alleanza Pdl-Lega affiancandola con una serie di attacchi a Fini. Taglia corto Bossi quando gli si chiede se abbia voluto dar fuoco alle polveri, se abbia deciso di cavalcare il fermento manifestato dal popolo leghista che da due giorni ai microfoni aperti di Radio Padania non risparmia bordate durissime a Fini e anche delusione e perplessità  nei confronti di Berlusconi oltre al timore per la sorte delle riforme. Taglia corto: “Noi non vogliamo gettare benzina sul fuoco”. Non dà  alcun peso alle parole o riflessioni o titoli pubblicati dal suo giornale. E non dice una parola su Fini. Sposta subito il tiro, riassumendo la posizione che ha sempre tenuto da una settimana a questa parte, quella dell’osservatore, affermando solo di temere che le cose tra Fini e Berlusconi non si sarebbero rimesse a posto e che nel caso di stop al cammino delle riforme c’era pur sempre la via di uscita del ricorso al popolo, cioé il voto anticipato. “Non vogliamo gettare benzina sul fuoco – ripete – Io sono per la mediazione, certo, ma la gente del nord, i leghisti, sono arrabbiatissimi, è un vero bombardamento di persone che non ne possono più di sceneggiate, rinvii, tentennamenti”. E ribadisce “Noi vogliamo fare le riforme, i miei vogliono le riforme e io devo interpretare le richieste della base, della gente che è stufa”. Lascia che siano altri leghisti, da Castelli a Zaia a esprimere critiche sulle cose dette ieri da Fini, nel suo intervento alla direzione del Pdl, a proposito della Lega. Lui tira dritto. Cita solo la gente che lo interpella e le cose che sente su Radio Padania e fa la sintesi: “Riforme subito!”. E’ questo l’avviso, se così si può chiamarlo, che lancia al Premier. Non parla di crisi di Governo, non delinea scenari futuribili, non compiace l’ala dei ‘duri e puri’ leghisti che invocano una Lega in corsa solitaria. Precisa che “il meccanismo del federalismo fiscale resta in piedi comunque. Ma deve essere fatto subito”. E motiva l’urgenza anche con le pressioni che arrivano dalla base: “Non posso andare di fronte alla mia gente a dire che non stiamo realizzando quel cammino che avevamo intrapreso. Quello che sta accadendo frena le riforme. La gente del nord è stufa e lo ha fatto capire chiaramente. Tutto qui”. Il tono di Bossi è deciso ma che il suo umore in realtà  non sia nero lo dimostra con la capacità  di scherzare: una risata in risposta al cronista quando gli si chiede quale sia la sua analisi su quel che sta succedendo. Per poi passare al tono serio del mediatore alle prese con un passaggio difficile, uno dei tanti della sua storia di leader. (ANSA).
LH/ S42 S0A QBXB