Comunicazione

26 aprile 2010 | 14:23

USA: RADIO IN TEXAS SIMBOLO OFFENSIVA MEDIATICA PECHINO/ANSA

USA: RADIO IN TEXAS SIMBOLO OFFENSIVA MEDIATICA PECHINO/ANSA
CINA ESPANDE PRESENZA TV RADIO E AGENZIE PER CAMBIARE IMMAGINE
WASHINGTON
(di Cristiano Del Riccio) (ANSA) – WASHINGTON, 25 APR – Da un’avamposto nel Texas, nell’isola di Galveston, una radio cinese inonda il Far West di musica rapper e di notiziari di cronaca e di economia. L’incursione di Radio China International, in un territorio finora estraneo, è scelta oggi dal quotidiano Washington Post a simbolo della poderosa offensiva mediatica lanciata da Pechino, con un investimento di oltre 6,6 miliardi di dollari, per cambiare l’immagine della Cina nel mondo. Il quotidiano documenta la ‘Grande Marcia’ di Pechino alla conquista del mondo dell’informazione che avviene in un momento in cui i media americani, alle prese con la crisi economica, stanno seguendo la strada opposta contraendo sempre più la loro presenza sui mercati internazionali. Le stazioni radio di Pechino hanno raggiunto, oltre al Texas, altre venti aree degli Stati Uniti. A cominciare da quella di Washington dove China Radio International aveva già  stabilito una testa di ponte nel 1993, pochi anni dopo la strage di Piazza Tiananmen, anche se con programmi noiosissimi che riferivano i successi del piano quinquennale cinese. Ma adesso l’operazione di conquista mediatica è diventata più sofisticata. L’agenzia di stampa Nuova Cina, che già  possiede in Africa e Asia la più capillare rete di corrispondenti del mondo, ha annunciato un aumento dei suoi 130 uffici nel mondo: diventeranno 200. E i suoi uffici di New York saranno trasferiti dal quartiere di Queens in uno splendido edificio nella centralissima Times Square. La China Central Television (CCT) raggiunge via satellite quasi tutti i Paesi del mondo, trasmette in sei lingue e ha trenta uffici di corrispondenza nel mondo. Il più grande è quello di Washington. La CCT comincerà  a trasmettere da domani un notiziario finanziario in diretta, in inglese, dalla Borsa di New York. Altrettanto ambiziosa la campagna di Pechino sul fronte delle emittenti radiofoniche, ormai diffuse in tutti i continenti. Negli Stati Uniti la battaglia è resa più importante per Pechino per la esistenza di una ampia comunità  cinese e il duello diretto con le emittenti che sostengono il regime di Taiwan. La strategia cinese è basata sulla convinzione che “nell’era moderna la nazione con il più forte sistema di comunicazione possiede il potere di influenzare il resto del mondo”, una frase spesso ripetuta a suo tempo da Li Changchun, l’ideologo della propaganda del partito comunista cinese. La Radio di Pechino installata a Galveston cerca di offrire agli ascoltatori un mix di notizie di ottica cinese con programmi musicali graditi ai texani, con musica country e anche un po’ di rap. L’emittente è situata a 80 chilometri da Houston, il maggior mercato mediatico del Texas e trasmette infatti con la sigla ‘KGBC Houston’. Ma la strategia cinese ha una lacuna: il segnale lanciato da Galveston non è potente abbastanza per raggiungere la città  di Houston. Le emissioni della radio cinese sono bloccati dalla Grande Muraglia delle radio commerciali Usa. (ANSA).
DI/ ST3 S0B S91 ST2 QBXB