Televisione

26 aprile 2010 | 16:40

CHIESA: CANTALAMESSA, SU INFORMAZIONE RELIGIOSA CORAGGIO RAI

CHIESA: CANTALAMESSA, SU INFORMAZIONE RELIGIOSA CORAGGIO RAI
IN ALTRI PAESI EUROPEI RICORDO PASSATO E LUSSO STRAORDINARIO
MACERATA
(ANSA) – MACERATA, 26 APR – “Credo di essere stato anch’io nei 15 anni e passa di televisione una voce che grida nel desertò! Non in un deserto di gente”, ma “del deserto della cultura laica e dei media”. Citando la definizione che Giovanni Battista dà  di se stesso, padre Raniero Cantalamessa ha introdotto così il tema dell’informazione religiosa sui media nella sua ‘lectio doctoralis’ all’Università  di Macerata. Questo, ha spiegato padre Cantalamessa, predicatore della Casa Pontificia, noto al pubblico televisivo per la rubrica religiosa ‘A sua immagine’ in onda su Rai Uno, “é un fatto che non tocca soltanto la modestissima rubrica da me condotta, riguarda i programmi religiosi in genere”. “C’é una specie di ostracismo, più accentuato – ha rilevato – in Italia che altrove, nei confronti del fatto religioso in genere che pure vediamo svolgere, si voglia non si voglia, un ruolo determinante nella società  attuale. Nelle librerie laiche non si espongono libri religiosi (se non forse quelli di religioni esoteriche), nei media non si prendono in considerazione i programmi religiosi”. “L’attuale presidente della commissione di vigilanza sulla Rai, Sergio Zavoli, in occasione – ha ricordato – di una commemorazione di padre Mariano da Torino, disse che se ci fosse stata una petizione per portare il breve commento al vangelo a ridosso del tg della sera, egli sarebbe stato il primo a mettere la sua firma. Nella realtà  è successo il contrario: quando, negli anni Ottanta feci i miei primi cicli di trasmissione, il programma (allora chiamato ‘Settimo giorno’) era trasmesso alle 19:15 e per un certo periodo anche alle 19:30, cioé a ridosso del telegiornale; negli anni successivi, un passo alla volta, è stato anticipato fino all’attuale 17:15″. “E tuttavia – ha concluso -, per quanto strano possa sembrare, la Rai merita anche un riconoscimento e una lode. Resistendo a tutte le spinte contrarie, essa ha ancora il coraggio di dare spazio a una rubrica religiosa veramente tale. In altri paesi europei, per i cattolici e i cristiani in genere, questo è diventato ormai un ricordo del passato e apparirebbe oggi un lusso straordinario”. (ANSA).
COM-DAN/ S43 S0A QBXB