Editoria, New media

27 aprile 2010 | 16:12

PIRATERIA: RUBERA’ 1,2 MLN POSTI A INDUSTRIA CREATIVA/ANSA

PIRATERIA: RUBERA’ 1,2 MLN POSTI A INDUSTRIA CREATIVA/ANSA
STUDIO, 240 MLD DANNI IN 5 ANNI; SAGLIA, PRONTI A COMBATTERLA
ROMA
(ANSA) – ROMA, 27 APR – I pirati digitali nei prossimi 5 anni ‘ruberanno’ alle industrie creative europee (cinema, musica, tv) un ‘bottino’ da 240 miliardi di euro e 1,2 milioni di posti di lavoro. L’allarme lo lancia un rapporto della società  di consulenza ‘Tera Consultants’, discussa nell’ambito delle Giornate mondiali sulla proprietà  intellettuali. Una ricerca a tinte fosche: chi scambia musica online, copia cd o scarica illegalmente un film ha contribuito – sostiene il rapporto – ha ‘bruciare’ nel 2008 in Europa 9,9 miliardi di euro di mancati ricavi, causando la perdita di 186 mila posti di lavoro nelle aziende di settore. Forte anche le perdite per l’industria digitale in Italia: -1,4 miliardi di euro, con 22.400 dipendenti rimasti senza impiego. E lo scenario diventa peggiore se si guarda al futuro: nel 2015 a livello europeo la pirateria online e le altre forme di ‘contraffazione’ del diritto d’autore cancelleranno 56 miliardi di euro di ricavi. E complessivamente nei prossimi 5 anni le industrie creative europee lasceranno sul campo, sotto i colpi dei ‘pirati’, 240 miliardi di euro e 1,2 milioni di posti di lavoro. “E’ importante lavorare assieme alle imprese e alle associazioni di categoria – ha commentato il sottosegretario allo Sviluppo economico, Stefano Saglia, nel corso di un convegno sul tema organizzato dalla Luiss e da Microsoft – per contrastare il fenomeno della contraffazione, e far capire che questi fenomeni danneggiano le imprese italiane. I consumatori – ha aggiunto Saglia, anche nella sua veste di presidente del Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti – devono comprendere che quando commettono un abuso simile in realtà  commettono un reato che danneggia lavoratori e imprese”. “E’ necessario – ha aggiunto l’amministratore delegato di Microsoft Italia, Pietro Scott Jovane – avviare un tavolo tecnico con le associazioni (dalla musica al cinema, non solo in ambito informatico) per trovare un comune denominatore nella lotta all’illegalità ”. Meno ottimista il presidente della Siae, Giorgio Assumma, che lamenta “l’assenza di qualsiasi serio progetto delle forze parlamentari per risolvere i gravi problemi delle costanti e ripetute lesioni dei diritti degli autori attraverso Internet: è nostro dovere stimolare il Parlamento perché non sia inerte e si occupi di risolvere il problema”. (ANSA).
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