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03 maggio 2010 | 9:55

EDITORIA:PIU’ INTEGRAZIONE TRA TRANDI GRUPPI E FACEBOOK/ANSA

EDITORIA:PIU’ INTEGRAZIONE TRA TRANDI GRUPPI E FACEBOOK/ANSA
DAL POST ALLA CNN, SI APPLICANO NUOVE STRATEGIE ZUCKERBERG
ROMA
(di Titti Santamato) (ANSA) – ROMA, 3 MAG – Media tradizionali e social network: un connubio che diventa sempre più stretto sia per l’uso integrato che ne fanno gli utenti della rete – l’ultima ricerca della Pew Internet ha rivelato che il 75% degli americani trova notizie sul web grazie ai social network e alle e-mail – ma anche perché le due realtà , con i dovuti distinguo, stanno capendo che per affrontare vecchi e nuovi problemi di monetizzazione devono forse iniziare a contare l’uno sull’altro. I grandi gruppi editoriali hanno già  imparato a spalmare sempre di più le loro notizie sui social media come Facebook e Twitter grazie ad una figura professionale creata ad hoc, il ‘social media editor’ (ce l’hanno il Nyt e al Jazeera, ad esempio), ma ora possono fare di più grazie ai ‘social plugins’, inventati da Marck Zuckerbeg, il creatore di Facebook, e illustrati qualche giorno fa a San Francisco all’Ottava conferenza degli sviluppatori. E’ in pratica un servizio, che fa parte dell’ampio progetto Open Graph (http://developers.facebook.com/docs/opengraph) che permette di aumentare l’integrazione tra la piattaforma Facebook e una qualsiasi pagina web. Questo strumento di interconnessione, oltre a far crescere la già  smisurata popolarità  e influenza sul web del social network, offre alle aziende editoriali un’opportunità  per capire esigenze e gusti dei propri lettori pescati da Facebook e quindi fidelizzarli. In molti, negli Stati Uniti, ci stanno già  provando, dal Washington Post alla Cnn alla Abc News. “Per noi è sempre più importante andare dove sono i lettori. Molti dei nostri contenuti sono su Facebook, quindi dobbiamo renderne più facile la condivisione ma anche capire cosa piace al nostro pubblico senza che abbandoni il nostro sito”, dice a Cyberjournalist.net Narisetti Raju, managing editor del Washington Post. Per questo motivo il Post ha lanciato sul proprio sito la funzione ‘Network News’, in bella vista in alto a destra: è un rullo dove vanno a finire le notizie della testata più condivise dagli utenti del social network. Mentre guardi quante persone che conosci hanno letto una news del Post su Facebook, resti agganciato al sito d’informazione. Secondo Narisetti, lo strumento consente una “scoperta fortuita del sito” e potenzialmente può generare più lettori “che attraggono più pubblicità  e aiutano così a finanziare la creazione di maggiori contenuti”. Se si è disinteressati a questo modulo c’é il pulsante ‘opt-out’. Stessa strategia usata dalla Cnn. Sul sito, sempre in alto a destra, appare lo spazio ‘Popular on Facebook’: se sei iscritto al social network puoi visualizzare quante persone, tra cui i tuoi amici, hanno letto, commentato e condiviso una notizia del network americano. Per Jennifer Martin, senior director delle pubbliche relazioni di Cnn, la nuova funzione “permette di perfezionare la quotidiana strategia sui social media”. “Abbiamo rivisto l’impianto del sito e ci siamo detti ‘cosa puo’ essere più utile e rispettoso della nostra community?’ – dice Martin – E ci sembra ci siamo mossi in quella direzione”. Sulla stessa scia, lo spazio ‘Abc News on Facebook’ del broadcaster statunitense: un insieme di notizie generate da Abc e condivise dagli utenti del social network. Jonathan Dube, vice presidente di Abcnews.com, crede che questa nuova applicazione motivi il lettore a restare sul sito facendo così decrescere il tasso di abbandono (bounce rate). E sembra che i risultati siano incoraggianti: “da quando l’abbiamo adottata – dice Dube – abbiamo visto un aumento di oltre 250 per cento dei rimandi da Facebook”. Nel caso di Abc, inoltre, questa funzione ha scalzato la più tradizionale sezione ‘notizia piu’ popolaré, adottata da molti siti di informazione. “Abbiamo scelto di dare più importanza alle notizie ‘raccomandate’ da Facebook perché crediamo che i lettori si soffermino di più sulle storie popolari tra i loro amici, piuttosto che su quelle più popolari in genere”, aggiunge Dube. Altri grandi gruppi come The New York Times e Espn.com, stanno adottando strategie più caute. Jennifer Preston, social media editor dello storico quotidiano della Grande Mela, ha spiegato a Cyberjournalist.net che il Times sta lavorando ad una integrazione con Facebook per aumentare il livello di personalizzazione e di attività  social dei suoi lettori. Mentre Espn.com, emittente via cavo Usa che trasmette solo programmi di sport, sta usando la funzione solo per alcune dirette. (ANSA).
SAM/ S0A QBXB