Editoria

03 maggio 2010 | 14:32

LIBERTA’ STAMPA: QUALCHE PROGRESSO IMPORTANTE NEL SUD DEL MONDO

LIBERTA’ STAMPA: QUALCHE PROGRESSO IMPORTANTE NEL SUD DEL MONDO
(ASCA) – Roma, 3 mag – Progressi importanti in Asia meridionale, tensioni in America Latina, segnali contrastanti nella regione sub-sahariana: sono le indicazioni di fondo di uno studio dell’organizzazione non governativa statunitense ”Freedom House”, pubblicato in occasione della XVIII Giornata mondiale della liberta’ di stampa e riportato in un servizio dell’agenzia MISNA. ”Nel mondo il panorama si e’ aperto in modo significativo anche grazie a emittenti satellitari private e a internet – sottolineano i ricercatori americani – ma sia governi che soggetti non statali hanno trovato nuovi modi per ridurre l’indipendenza dei media e il libero flusso delle informazioni”. Secondo lo studio, relativo al 2009, passi avanti sono stati compiuti soprattutto nell’Asia meridionale. Da ”non liberi” il Bangladesh e il Bhutan sono divenuti ”parzialmente liberi”. Tendenza positiva anche per Papua Nuova Guinea, Timor Est, Indonesia e soprattutto India, salita al 70* posto in una classifica che comprende 192 paesi. In buona posizione ci sono anche diversi paesi della regione dei Caraibi, in particolare Santa Lucia e Giamaica, rispettivamente al 14* e al 16* posto. In Sudamerica i migliori risultano Uruguay (52*), Cile e Guyana (67*), mentre sembrano peggiorare soprattutto Messico e Honduras, paese quest’ultimo teatro l’anno scorso di un colpo di stato. Per quanto riguarda l’area sub-sahariana, a guidare la classifica regionale e’ il Mali (52*), seguito da Benin e Botswana. ”Freedom House” evidenzia come, a causa dell’arretramento di Sudafrica (72*) e Namibia (76*), per la prima volta dal 1990 nel cono sud del continente non ci siano paesi ”liberi”. Novita’ positive arrivano pero’ da zone difficili, in primo luogo Zimbabwe, Kenya, Sudan e Mauritania, dove i media hanno meno restrizioni che in passato. In altri quadranti geografici, sostengono i ricercatori americani, sono da segnalare il ritardo della Cina (181*) i progressi di Israele, tornato ”libero” dopo aver revocato le gravi restrizioni introdotte durante la guerra nella Striscia di Gaza del 2008-2009.