Comunicazione, TLC

04 maggio 2010 | 9:29

POSTE:UE A ITALIA E ALTRI PAESI, ACCELERARE LIBERALIZZAZIONE

POSTE:UE A ITALIA E ALTRI PAESI, ACCELERARE LIBERALIZZAZIONE
BARNIER INTENDE CREARE GRUPPO REGOLATORI EUROPEI INDIPENDENTI
BRUXELLES
(ANSA) – BRUXELLES, 4 MAG – L’Italia ed altri paesi europei “devono accelerare il processo di liberalizzazione dei servizi postali, che vede la completa apertura del mercato fissata al primo gennaio 2011″. Lo sottolineano fonti comunitarie a Bruxelles alla luce della conferenza sui servizi postali svoltasi a Valentia in Spagna. Nel corso della conferenza il responsabile per il mercato interno, il vicepresidente della Commissione europea, Michel Barnier, ha annunciato “che intende proporre al collegio dei commissari la creazione di un gruppo di regolatori europei per i servizi postali”. Sul processo di liberalizzazione, nell’Ue cinque Stati membri hanno già  aperto i loro mercati: si tratta di Regno Unito, Olanda, Germania, Finlandia e Svezia. Di fatto, sedici paesi Ue – essenzialmente quelli della vecchia Europa esclusi Grecia e Lussemburgo, con l’aggiunta di Bulgaria, Estonia e Slovacchia – devono trasporre entro la fine dell’anno la direttiva Ue sulla liberalizzazione. I 16 Stati rappresentano il 95% del volume postale nell’Ue. I partner restanti hanno tempo fino al 31 dicembre 2012 per trasporre nel loro ordinamento nazionale la direttiva comunitaria. Barnier è intervenuto a Valencia per chiarire senza mezzi termini che al di là  delle scaramucce ideologiche, “ciò che é importante, alla fine, è la qualità  dei servizi forniti ai diversi utilizzatori e non tanto l’identità  di coloro che prestano il servizio”. Barnier vuole anche lanciare rapidamente una riflessione “sul modo in cui i servizi postali possono contribuire più attivamente a sviluppare il commercio elettronico” e desidera promuovere a livello internazionale la politica postale comunitaria. Il mercato postale in Europa dà  lavoro direttamente a 1,8 milioni di persone e indirettamente ad altri 3,5 milioni per un giro d’affari di 95 miliardi, quasi l’1% del Pil dell’Ue. (ANSA).
LEN/ S0A QBXB