Editoria

05 maggio 2010 | 17:33

EDITORIA: USA; CRISI NEWSWEEK, WASHINGTON POST LO VENDE/ANSA

POL:EDITORIA
2010-05-05 18:23
EDITORIA: USA; CRISI NEWSWEEK, WASHINGTON POST LO VENDE/ANSA
MAGAZINE FONDATO NEL ’33; HA I CONTI IN ROSSO ORMAI DA 2 ANNI
WASHINGTON
(ANSA) – WASHINGTON, 5 MAG – Newsweek e’ in vendita. Il gruppo del Washington Post ha incaricato la banca d’affari Allen & Co. di cercare compratori per la storica rivista, ormai con i conto in rosso da anni. Lo annuncia lo stesso sito web del giornale della capitale che dal 1961 ha il controllo di una delle riviste più conosciute al mondo. A convincere il Post a disfarsene, la grave crisi che ha colpito la testata i cui gravi problemi finanziari vanno avanti da almeno due anni. E le prospettive future sono altrettanto negative. “Newsweek – ha affermato Donald Graham, presidente del gruppo del Post – è una delle pubblicazioni più autorevoli e rispettate al mondo. Le sue perdite tra il 2007 e il 2008 – ha aggiunto – sono da record. Malgrado gli sforzi eroici dello staff e il management della rivista, anche nel 2010 ci aspettiamo di perdere ancora molto denaro. A questo punto stiamo studiando ogni soluzione al problema. Si tratta di un magazine e di un sito web vivace e importante che da sempre ha coperto i più importanti fatti economici, politici e sociali negli Usa e in giro nel mondo. Tenuto conto del clima attuale, potrebbe farlo meglio sotto un altro editore”. Sempre il sito web del Washington Post pubblica impietoso alcune cifre sui conti del gruppo The Post Co., sezione settimanali, quella di cui fa parte appunto Newsweek. Nel 2008 questa sezione ha perso 16,1 milioni di dollari, circa 12,4 milioni di euro. E l’anno scorso, il 2009, il rosso ha toccato addirittura i 29,3 milioni di dollari, pari a 22,5 milioni di euro. Tradizionalmente Newsweek, fondato nel 1933, è considerata la rivista americana con maggiore diffusione al livello internazionale, essendo stampata in quattro edizioni in inglese e in altre sette lingue, come il giapponese, il coreano, il polacco, il russo, lo spagnolo, l’arabo e il turco. Pubblicato a New York, nel 2003 la sua diffusione toccava le 4 milioni di copie, di cui 2,7 solo negli Usa. Gli ultimi dati però lo danno in calo verticale, con solo 1 milione e mezzo di copie vendute l’anno. Tra i suoi reporter di spicco, Michael Isikoff, considerato uno dei migliori giornalisti d’inchiesta americano, se non forse il numero uno. A lui, ad esempio, si deve lo scoop sulle torture dei soldati americani nel carcere iracheno di Abu Ghraib che mise in gravissimo imbarazzo la presidenza di George W.Bush. (ANSA).
CAP/ NIE S0A QBXB