New media, Televisione, TLC

06 maggio 2010 | 17:08

Tlc/ Ue preme per assegnare a wi-fi e non a Tv frequenze libere

Tlc/ Ue preme per assegnare a wi-fi e non a Tv frequenze libere

A seguito del passaggio dei canali Tv da analogico a digitale

Bruxelles, 6 mag. (Apcom) – Il commissario Ue alle Telecomunicazioni, Neelie Kroes, intende proporre entro quest’anno una direttiva che imponga l’assegnazione ai servizi di Internet senza fili (wi-fi) a banda larga almeno una parte delle frequenze dello spettro radio liberate a seguito del passaggio dei canali Tv dalla tecnologia analogica al digitale terrestre, passaggio che dovrà  esser completato entro il 2012. Lo ha annunciato oggi a Bruxelles il portavoce della Kroes, Jonathan Todd.

Con il passaggio in corso al digitale terrestre, in diversi Stati membri le frequenze a 800 MHz vengono progressivamente liberate e vanno a costituire il cosiddetto “dividendo digitale”. La direttiva che la Commissione intende presentare rischia di mettere Bruxelles in rotta di collisione con le attuali autorità  italiane, che tendono a riservare comunque alla telediffusione le frequenze liberate, riassegnandole ad altri canali Tv. E’ il contrario di quanto sta accadendo, ad esempio, in Spagna (dove c’è una situazione di partenza simile a quella italiana, con molte Tv locali), e poi in Germania, Francia, Svezia, Finlandia, tutti paesi che hanno già  deciso di dedicare un ampio margine del nuovo dividendo digitale ai servizi di comunicazione elettronica a banda larga. Anche la Gran Bretagna intende muoversi in questo senso.

Fra l’altro, secondo la Commissione, se le frequenze liberate fossero l’80%, ne basterebbe una quota del 20% per assicurare le forniture di servizi a banda larga. Inoltre, l’infrastruttura necessaria per assicurare la copertura della banda larga mobile utilizzando le frequenze a 800 MHz costerà  all’incirca il 70% in meno rispetto alle radiofrequenze utilizzate attualmente per la tecnologia mobile di terza generazione (Umts). “I minori costi derivanti dal dispiegamento di queste reti spingeranno gli operatori ad investire di più, con l’effetto di aumentare la copertura geografica dei servizi a banda larga senza fili”, nota l’Esecutivo Ue in un comunicato diffuso oggi a Bruxelles.

La Commissione, si legge nella nota, auspica “che gli Stati membri agiscano in fretta, perché una gestione coordinata dello spettro potrebbe dare all’economia dell’Ue un impulso economico pari a 44 miliardi di euro e contribuire al raggiungimento dell’obiettivo della strategia Ue 2020 di fornire la banda a larga ad alta velocità  a tutti entro la fine del 2013 (con velocità  gradualmente crescenti fino a raggiungere 30 Mbts e oltre nel 2020)”.