Editoria

12 maggio 2010 | 10:05

INTERCETTAZIONI: ANSELMI, DDL VERO ALLARME PER STAMPA

INTERCETTAZIONI: ANSELMI, DDL VERO ALLARME PER STAMPA
BERLINO
(ANSA) – BERLINO, 11 MAG – La situazione della libertà  di stampa in Italia “sta peggiorando” negli ultimi tempi e questo é motivo di “vero allarme” per la categoria: tuttavia, nel “grosso dell’opinione pubblica c’é scarsissimo interesse perché i giornalisti sono considerato troppo legati al potere, troppo subalterni al potere e comunque poco credibili”. E’ l’analisi del presidente dell’ANSA, Giulio Anselmi, che ha tenuto oggi a Berlino una lezione sul tema ‘Informazione e potere’ alla libera università  della capitale tedesca. Il recente rapporto di Freedom House sullo stato di democrazia nei media, ha ricordato Anselmi, “colloca l’Italia alla pari dell’India, e dietro al Cile”. In realtà , ha commentato, la situazione è “un po’ migliore”. Ma è anche vero che “un cancelliere tedesco non si sognerebbe mai, come ha detto Berlusconi, di dire che ‘c’é troppa libertà  di stampà  – ha osservato -. O non direbbe mai, come ha detto Berlusconi, ‘non leggete i giornali’”. Ma “bisogna anche dire che Berlusconi non è isolato – ha aggiunto Anselmi -: uno dei più autorevoli esponenti dell’opposizione, D’Alema, ha fatto esattamente gli stessi discorsi, grosso modo con le stesse parole”. Questa, ha sottolineato Anselmi, “é una situazione che porta naturalmente a fare dei giornali merce di scambio, mettendo in pericolo correttezza, qualità  e completezza dell’informazione”. Quindi, “se è vero che la pressione sulla stampa è tanto più forte quanto più ci sono momenti di tensione in politica, é evidente che in un paese di relativa instabilità  come l’Italia, dove si vota circa una volta l’anno, questo tipo di pressione finisce con l’essere permanente, proprio perché i media sono vissuti come elementi capaci di determinare la politica”, ha commentato il presidente dell’ANSA. Il peggioramento della situazione, ha spiegato, è legato soprattutto al disegno di legge sulle intercettazioni. Se ci fosse già  stata questa legge, ha detto Anselmi, “non si sarebbe mai saputo fino alla fine delle indagini preliminari, cioé per molti anni”, di un caso di presunta corruzione come quello dell’ex ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola. Per questo, ha osservato Anselmi, “ultimamente la situazione sta peggiorando e questo è motivo di vero allarme per la mia categoria”. Eppure, ha concluso il presidente dell’ANSA, “nella società  dell’informazione poter avere informazioni è un vero diritto di cittadinanza, perché serve a sapere, serve a capire i fatti, a decifrarli, serve a decidere, per difendersi”. (ANSA).
CB/VIT S0A QBXB