Editoria

12 maggio 2010 | 13:57

EDITORIA: ISTAT, NEL 2009 45,1% ITALIANI HA LETTO ALMENO UN LIBRO

EDITORIA: ISTAT, NEL 2009 45,1% ITALIANI HA LETTO ALMENO UN LIBRO
(ASCA) – Roma, 12 mag – Nel 2009 il 45,1% della popolazione (oltre 25 milioni e 300 mila persone) dichiara di aver letto almeno un libro. La quota piu’ alta di lettori si riscontra tra la popolazione di 11-17 anni (oltre il 58%), con un picco tra gli 11 e i 14 anni (64,7%), e decresce all’aumentare dell’eta’. Gia’ a partire dai 35 anni la quota di lettori scende sotto il 50%, per diminuire drasticamente dai 65 anni in poi e raggiungere il valore piu’ basso tra la popolazione di 75 anni e piu’ (22,8%). Lo spiega l’Istat che oggi ha diffuso i dati dell’ indagine ”Aspetti della vita quotidiana” che rileva ogni anno informazioni sulla lettura di libri nel tempo libero, sul profilo dei lettori e sulla dotazione delle biblioteche domestiche. Le donne leggono piu’ degli uomini: le lettrici, infatti, sono il 51,6% rispetto al 38,2% dei lettori. Le differenze di genere sono presenti in tutte le fasce di eta’ e risultano molto forti tra i 20 e i 24 anni, dove la quota di lettrici supera il 66%, mentre quella dei lettori si attesta al 39,2%. Le differenze di genere si annullano solo per le persone con 75 anni e piu’, fascia di eta’ in cui dichiarano di leggere nel tempo libero il 23,3% degli uomini e il 22,5% delle donne. Il titolo di studio, spiega l’Istat, influisce fortemente sui livelli di lettura: si va da un massimo dell’80,6% tra i laureati a un minimo del 28,4% tra chi possiede la licenza elementare o nessun titolo di studio. Se poi si tiene conto della condizione professionale, livelli di lettura superiori alla media si evidenziano, per le persone di 15 anni e piu’, tra dirigenti, imprenditori e liberi professionisti (62,7%), studenti (65,2%), direttivi quadri e impiegati (68,1%). Al contrario, i piu’ bassi livelli di lettura si registrano tra gli operai (30,6%), i ritirati dal lavoro (33,2%) e le casalinghe (35,9%).
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(ASCA) – Roma, 12 mag – A livello territoriale, le quote piu’ alte di lettori di libri si registrano al Nord, dove quasi il 52% della popolazione di 6 anni e piu’ ha letto almeno un libro nei 12 mesi precedenti l’intervista, e al Centro (48%). Nel Sud e nelle Isole, invece, la quota di lettori scende rispettivamente al 34,2% e al 35,4%. Esiste, inoltre, una significativa variabilita’ regionale nei livelli di lettura: se Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia fanno registrare livelli di lettura superiori al 56%, Marche, Umbria e tutte le regioni del Mezzogiorno si attestano al di sotto della media nazionale. In particolare, agli ultimi posti si collocano Calabria (34,3%), Puglia (33,1%), Campania (32,9%) e Sicilia (31,5%). Relativamente al tipo di comune, si nota una maggiore diffusione di lettori nei centri e nelle aree di grande urbanizzazione, con una progressiva riduzione nella quota dei lettori nei centri via via piu’ piccoli: si passa, infatti, dal 51,3% nei comuni centro dell’area metropolitana al 40,5% nei centri da 2.001 a 10.000 abitanti.