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13 maggio 2010 | 9:42

INTERNET: FACEBOOK, SUCCESSO CON POLEMICHE PER ‘I LIKE’/ANSA

INTERNET: FACEBOOK, SUCCESSO CON POLEMICHE PER ‘I LIKE’/ANSA
ULTIMA CREATURA SU 100MILA SITI, MA CRESCONO TIMORI PER PRIVACY
ROMA
(Di Michele Cassano) (ANSA) – ROMA, 13 MAG – L’ultima creatura della squadra del genietto del web Mark Zuckerberg pare funzionare al meglio, ma non manca di portarsi dietro tutte le polemiche sulla privacy che ormai da tempo accompagnano le iniziative di Facebook. I ‘social plug-in’, ed in particolare il pulsante ‘I like’, con il quale gli utenti potranno segnalare i siti preferiti quando navigano in rete, sono finiti poche settimane dopo il lancio su più di 100mila siti. In proporzione al successo, però, cresce il timore che le informazioni personali siano utilizzate indiscriminatamente dalle aziende che utilizzano il nuovo strumento. Il social network più frequentato al mondo, nel suo blog ufficiale, fa sapere ad esempio che Internet Movie Database ha visto il proprio traffico da Facebook raddoppiare da quando ha inserito il pulsante ‘I like’ nelle singole pagine per permettere ai membri della community di condividere i film e i programmi Tv preferiti. Più di 350.000 ‘likes’ sono stati inviati su Facebook tramite IMDB. Lo stesso è successo per i siti di informazione: per il Washington Post l’incremento è stato del 290%, per ABC News del 250% e per il giornale canadese The Globe and Mail l’80%. “Questi strumenti hanno catalizzato la vostra attenzione – si legge sul blog – perché potete immediatamente sapere quello che i vostri amici trovano più interessante e inserire i siti web in questione nelle vostre pagine personali”. Sebbene Facebook canti vittoria, non sono poche le voci critiche sui continui cambiamenti di strategia sulle politiche della privacy attuati dal social network. Già  nel 2007, Zuckerberg fu costretto a scusarsi dopo il lancio della piattaforma pubblicitaria Beacon. Il sistema consentiva di tracciare le abitudini degli utenti, minando la tutela della privacy in nome di una maggiore condivisione di informazioni con il network. Con i nuovi “social plug-in”, il rischio è che la mole di informazioni detenuta da Facebook e di fatto messa a disposizione di altri siti web, venga utilizzata senza autorizzazione dalle aziende a scopi pubblicitari e non solo. Un tema finito da tempo sotto la lente dei garanti di tutto il mondo e ora anche di alcuni parlamentari democratici americani che hanno interpellato sul tema sia Zuckerberg che la Commissione Federale per il Commercio. La Cnn fa sapere che Facebook avrebbe già  avviato contatti con Capitol Hill per spiegare le proprie ragioni, ma non esclude allo stesso tempo che prima o poi la questione possa passare dalle pagine dei giornali alle aule dei tribunali. E come se non bastasse, ad aggravare la situazione ci hanno pensato i guasti tecnici che negli ultimi mesi hanno creato falle nella protezione della privacy di Facebook. Il 6 maggio un errore di sistema ha consentito, seppur per poco tempo, di spiare le ‘chiacchiere’ private di amici e conoscenti della propria rete di contatti. A fine febbraio la casella dei messaggi di un numero imprecisato di utenti era stata inondata per errore di missive destinate ad altre persone. Secondo alcune indagini di mercato, il gradimento di Facebook comincerebbe a scendere nelle fasce d’età  più avanzate, e, secondo indiscrezioni, Zuckerberg e compagni inizierebbero ad essere preoccupati per le ricadute di immagine sul marchio che gli inconvenienti tecnici e le polemiche sulla privacy stanno avendo. (ANSA).
CAS/ NIE S0A QBXB