Editoria

13 maggio 2010 | 9:53

SALONE LIBRO:AL VIA TRA MEMORIA, EBOOK E INDIA MODERNA/ANSA

SALONE LIBRO:AL VIA TRA MEMORIA, EBOOK E INDIA MODERNA/ANSA
1.400 ESPOSITORI E 1.500 EVENTI,DOMANI INAUGURAZIONE CON SACCONI
TORINO
(di Barbara Beccaria) (ANSA) – TORINO, 12 MAG – Apre i battenti domani il Salone del Libro di Torino numero 23 (da quest’anno è stato ripristinato il vecchio nome Salone anziché Fiera). Una kermesse libraria e culturale che per numeri, presenze e attese, sembra non riflettere la crisi che c’é ‘fuori’. Con i suoi 1.400 espositori, di cui 75 nuovi (aspetto non da poco), 1.500 eventi compresi convegni, concerti, presentazioni. Forse anche per i dati positivi, a sorpresa, dell’editoria italiana. Un tutto che fa pensare che ancora una volta il pubblico si potrà  aggirare intorno al numero degli anni passati, 300.000 visitatori. Ad inaugurarlo domani mattina sarà  il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maurizio Sacconi, in sostituzione del dimissionario ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola (peccato che l’invito arrivato a migliaia di torinesi, editori, scrittori, politici e vip rechi ancora il nome di Scajola, ma non c’é stato il tempo di cambiare le cose in corso d’opera). Sacconi sarà  all’Arena Bookstock nel quinto padiglione, prima di partecipare al consueto giro inaugurale fra i padiglioni, accompagnato dal neoassessore regionale alla Cultura, Michele Coppola, che si è già  speso nei giorni scorsi per sottolineare l’eccellenza di questa invidiata fiera-salone. Aperitivo di questa edizione, che vedrà  per la prima volta, editori, pubblico e scrittori, misurarsi con la dimensione dell’ebook (é di ieri l’ufficializzazione della nascita di due nuove piattaforme italiane per la distribuzione dell’ebook, Edigita promossa da Feltrinelli, Messaggerie, Rcs e Gems e altre 40 sigle, e Stealth a cui hanno aderito 30 editori tra cui Giunti, Apogeo, De Vecchi, alle quali si sommerà  il big Mondadori) sarà  questa sera al Lingotto una prolusione dello scrittore e psicoanalista indiano Sudhir Kakar. Prolusione nel nome del paese ospite, l’India, presente alla grande nel corso di tutto il Salone, all’insegna di quell’understatement che, secondo Kakar, sta alla base dell’immagine che l’Occidente ha dell’India. Una civiltà , quella indiana, che da sempre, ovvero dai tempi più antichi, non necessita di quella presunta coerenza che, forse invano, cerca l’Occidente. E’ il contesto, secondo lo scrittore, che detta la percezione della verità . Al di là  di ogni dogma. Come dire che nelle contraddizioni che si cela il vero. Per illustrare la sua teoria Kakar cita il poema epico Mahabharata che narra le innumerevoli guerre tra le forze del male e del bene. E’ ammessa anche la bugia, secondo la filosofia indiana, ma una bugia etica, contestualizzata, perché la verità  assoluta non esiste. (ANSA).
BEC/ S56 S0B QBXB