Editoria, New media

15 maggio 2010 | 15:37

GOOGLE: ‘CEDE’ AGLI EDITORI, IMPEGNI ALL’ANTITRUST / ANSA

POL:GOOGLE
2010-05-14 19:31
GOOGLE: ‘CEDE’ AGLI EDITORI, IMPEGNI ALL’ANTITRUST / ANSA
CONCEDE PIU’ AUTONOMIA E TRASPARENZA, MA NON CAMBIA BUSINESS
ROMA
(Di Michele Cassano) (ANSA) – ROMA, 14 MAG – Pressata dall’Antitrust, Google fa le prime concessioni nella battaglia con gli editori sul motore di ricerca News. Garantisce più autonomia nelle scelte sull’indicizzazione delle pagine web e più trasparenza nei contratti pubblicitari, ma non ipotizza forme di retribuzione delle notizie, né tanto meno variazioni del proprio modello economico. Un’apertura sì, ma nessun cedimento sul fronte dell’attacco al web gratuito a più riprese lanciato dal mondo dell’editoria. L’indagine dell’Autorithy era partita lo scorso agosto su segnalazione della Fieg con l’ipotesi di abuso di posizione dominante. Gli editori lamentavano l’assenza di informazione sulle modalità  con cui vengono selezionate e indicizzate le notizie su Google News e denunciavano la possibilità  di favorire un soggetto a scapito di un altro senza prevedere una remunerazione diretta. In più sostenevano che chi non voleva apparire sul servizio veniva automaticamente escluso anche dal motore di ricerca generale. Secondo quanto reso noto ora dall’Antitrust, Google garantirà  per tre anni l’esistenza di un programma che consenta agli editori di escludere i propri contenuti dal motore News e non da quello generale. Una possibilità  che – precisa l’azienda – era già  presente in passato, ma che dallo scorso dicembre può essere autonomamente gestita dagli editori di tutto il mondo senza la necessità  di inviare una richiesta al colosso web. Sempre per tre anni, Google si impegna a comunicare ai proprietari di siti, che vendono spazi pubblicitari utilizzando l’azienda web come intermediario, la percentuale di introiti a loro spettante. Uno dei punti contestati dagli editori era proprio l’assenza di trasparenza sul guadagno percepito dall’azienda di Mountain View. Gli impegni saranno sottoposti ora alle osservazioni delle parti e poi al vaglio dell’Autorità , che dovrà  verificare se i comportamenti di Google siano idonei ad incidere indebitamente sulla concorrenza nel mercato, con l’ulteriore effetto di consolidare la sua posizione nell’intermediazione pubblicitaria online. Il termine per le osservazioni è stato fissato per il 30 settembre, quello dell’istruttoria per il 15 ottobre di quest’anno. In caso di condanna, la legge prevede una sanzione che può arrivare fino al 10% del fatturato. “Gli impegni presi da Google mi sembrano piuttosto blandi, ma adeguati a rispondere alle sollevazioni dell’Antitrust – afferma Guido Scorza, avvocato esperto di diritto delle nuove tecnologie -. L’azienda mi pare ribadire l’assunto iniziale, nega cioé di essere in posizione dominante. Se l’obiettivo degli editori, come io credo, era quello di rimanere su News ma di avere una forma di corrispettivo per questo, non mi pare che possano cantare vittoria. Google si impegna a una maggior trasparenza, ma non modifica il suo modello contrattuale. In Antitrust siamo abituati a vedere intese di carattere restitutorio nei confronti di aziende e consumatori o cambiamenti nei modelli di business. Un’intesa su questi presupposti avrebbe un peso tutt’altro che sconvolgente”. (ANSA).
CAS/ S0A QBXB