Televisione

17 maggio 2010 | 9:55

TV: DIGITALE; MARTEDI’ IL DEBUTTO NELL’AREA PADANA / ANSA

TV: DIGITALE; MARTEDI’ IL DEBUTTO NELL’AREA PADANA / ANSA
DAL 18 ‘SPENTE’ RAI2 E RETE4; NODI PIANO FREQUENZE E TELECOMANDO
ROMA
(di Angela Majoli) (ANSA) – ROMA, 16 MAG – Oltre 5 milioni di famiglie, 12 milioni di individui, 270 emittenti, più di 8.000 impianti: sono le dimensioni imponenti della macro-area, cioé Lombardia, Piemonte orientale e parte dell’Emilia Romagna (le province di Parma e Piacenza), che da martedì 18 maggio darà  il benvenuto alla tv digitale terrestre, ‘spegnendo’ il segnale analogico di Raidue e Retequattro. Tra il 15 settembre e il 20 ottobre toccherà  poi a tutti gli altri canali. Lo ‘switch over’ interesserà  in totale 1.919 comuni del bacino della pianura padana: 202 perderanno il segnale analogico solo di Raidue, 196 solo quello di Retequattro e gli altri di entrambe le reti nazionali. Dopo gli switch off avvenuti già  in altre regioni, i cittadini del bacino della pianura padana sono pronti all’appuntamento e si sono dotati dell’apposito decoder o del televisore integrato per continuare a guardare i telefilm di Raidue o il Tg4 di Emilio Fede. Secondo il consorzio DGTVi, la penetrazione della tv digitale è già  superiore al 70% in tutte e tre le aree coinvolte, con una punta del 76,2% in Lombardia (dove supera anche la media nazionale) ed è alta anche quella del solo digitale terrestre, fatta eccezione per l’Emilia Romagna. Siamo comunque sopra i valori registrati nel 2009 allo stesso stadio di avvicinamento al passaggio al Dtt: la Campania, che è stata la regione che ha affrontato lo switch over con il tasso di penetrazione del digitale terrestre più alto, registrava a inizio ottobre 2009 (alla vigilia dello switch over) un 55%. Tutti i broadcaster ne approfittano intanto per ampliare l’offerta: se Mediaset ha appena lanciato La5, canale destinato al pubblico femminile tra i 15 e i 40 anni, martedì 18 parte Mtv+, mentre per fine mese partirà  La7 on demand, il nuovo canale di Telecom Italia Media che permetterà  di rivedere gli ultimi sette giorni del palinsesto o l’archivio cult dei programmi di La7. La Rai si presenta all’appuntamento con tredici canali, generalisti e tematici, ne rinnova tutti i loghi (che si preparano a dire addio al simbolo della farfalla) e lancia, nelle aree già  ‘all digital’, l’alta definizione in occasione dei Mondiali di calcio. Restano però da sciogliere alcuni nodi: il nuovo piano nazionale delle frequenze, che l’Autorità  per le garanzie nelle Comunicazioni dovrebbe varare entro fine mese – rompicapo di difficile soluzione, tanto più perché si è consolidato il principio in base al quale le frequenze sono un patrimonio di chi le usa – e la questione dell’ordinamento automatico dei canali sul telecomando: un fronte che vede le tv radicate sul territorio in subbuglio, specie in alcune regioni, dove temono di perdere posizioni di privilegio acquisite negli anni e in particolare di essere ‘espulse’ dai primi numeri. L’Agcom ha appena deciso di commissionare a una società  specializzata un sondaggio per verificare le preferenze degli utenti, promettendo tempi rapidissimi. (ANSA).
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