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17 maggio 2010 | 11:40

Telecom I.: Asati, avvio azione responsabilita’ ex vertici 03-06

17 May 2010 12:04 CEDT Telecom I.: Asati, avvio azione responsabilita’ ex vertici 03-06

MILANO (MF-DJ)–Asati di fronte alle notizie, in parte ancora inedite per la maggior parte degli azionisti di Telecom Italia, riportate nella trasmissione Report di ieri sera, ritiene che l’attuale Cda di Telecom Italia non possa piu’ rinviare, tenuto conto delle ormai prossime scadenze dei termini di legge, l’avvio delle azioni di responsabilita’ verso i vertici e dirigenti apicali del periodo 2003-2006.

A tale proposito, informa una nota, Asati chiede come mai non si sia ancora agito, facendo passare tempo inutilmente dal momento che gia’ da tempo appaiono cristallizzate prove inconfutabili di colpevolezza di ex vertici ed ex dirigenti apicali del periodo 2003-2006. Tra le prove, ufficialmente disponibili e inconfutabili relative alla culpa in vigilando, si ricordano poi le lettere ufficiali riportanti notizie di reato indirizzate ufficialmente da ex dirigenti/azionisti Telecom ad ex amministratori nel periodo 2003-2006, e contenute anche in un esposto al Comitato di Controllo Interno nel giugno 2006, mai prese in considerazione, ne’ trasferite per informative all’Organo di Vigilanza. Questa documentazione agli atti del processo, e’ la prova che gli amministratori dell’epoca hanno omesso controlli specifici di auditing e quindi hanno impedito il proseguimento delle azioni illecite ben sapendo la gravita’ delle evidenze.

Da qui scaturiscono alcune responsabilita’. La 1* e’ quella di amministratori che hanno omesso di effettuare i controlli sulla corretta applicazione delle norme ex dlgs 231/2001; la 2* responsabilita’ e’ quella di ex amministratori ed ex vertici apicali, cioe’ primi livelli di manager, che hanno causato danni alla capogruppo Telecom Italia Spa. A sua volta dalle predette responsabilita’ derivano enormi danni a Telecom Italia, infatti come risulta dal recente bilancio 2009 della societa’ e dal verbale dell’assemblea, i danni provocati all’azienda, a tutti gli azionisti e a tutti i dipendenti sono precisamente quantizzabili e, quando saranno scontate nei prossimi bilanci 2010-2012 anche tutte le partite passive nel fondo rischi dovute alla contabilizzazione delle azioni illecite compiute negli anni 2003-2006, ammonteranno a diverse centinaia di mln euro.

In tali costi rientrano quelli indeducibili per il fondo security, rimborsi a titolo compensatorio bonario ai circa 320 dipendenti spiati, spese di consulenze legali, spese e sanzioni amministrative connesse al richiesto patteggiamento al processo in essere al Tribunale penale di Milano di fronte al Gup Panasiti, rimborsi alle numerose parti civili costituite in detto procedimento, danni provocati dalla vendita di edifici industriali, centrali telefoniche e quindi beni strumentali dell’Azienda, danni relativi ad operazioni industriali errate. A questo vanno aggiunti la rimodulazione in diminuzione dei ricavi della societa’ negli anni precedenti in base alle rettifiche apportate, anche su richiesta della Consob, la vicenda delle Sim false, la vicenda Sparkle e tante altre.

Infine non puo’ contestarsi la circostanza che il recupero delle ingenti risorse economiche oltre a rappresentare un obiettivo etico, costituirebbe un valido sostegno sia per il miglioramento dei bilanci futuri sia per evitare una eccessiva penalizzazione nel dimensionamento degli organici di Telecom I., che rappresenta una annunciata modalita’ fondamentale per conservare margini di redditivita’ accettabili. com/gt

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May 17, 2010 06:04 ET (10:04 GMT)

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