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20 maggio 2010 | 10:02

TV: DIGITALE; SIDDI A CALABRO’, ATTENZIONE A TV LOCALI

TV: DIGITALE; SIDDI A CALABRO’, ATTENZIONE A TV LOCALI
ROMA
(ANSA) – ROMA, 19 MAG – Sull’ ordinamento automatico del ‘telecomando digitale’ e sulle ipotesi del nuovo piano delle frequenze, il Segretario generale della Fnsi, Franco Siddi, ha inviato una lettera al Presidente dell’Autorità  per le Garanzie nelle Comunicazioni, Corrado Calabrò. Siddi esprime “viva preoccupazione”. “L’introduzione delle trasmissioni in digitale terrestre è, senz’altro, una grande opportunità  per il sistema televisivo”, ma il passaggio, però, “da una pianificazione regionale a una nazionale, prescindendo anche dalle programmazioni già  definite nelle aree in cui la transizione al digitale è già  stata avviata, rischia di determinare effetti dirompenti su tutto il sistema”, secondo la Fnsi. Secondo il segretario in particolare “la riduzione delle frequenze multiple disponibili e il passaggio delle tv locali a canali con frequenze ‘piu’ debolì – ove confermato – rischierebbe, in particolare, di mettere in ginocchio il sistema delle tv locali”. Sottolinea Siddi che “laddove, peraltro, era già  stata trovata una faticosa, ma alla fine fruttuosa, transizione al digitale (come, per esempio, Sardegna, Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige, Lazio) sarebbe forse meglio confermare quanto già  fatto sinora e già  pienamente operativo”. Ma per il Sindacato dei giornalisti il problema è rappresentato soprattutto dagli effetti che nuove difficoltà  per l’intero sistema delle televisioni locali possono provocare sull’occupazione e, di conseguenza, sulla qualità  e sulla estensione del pluralismo dell’informazione in questi ambiti. Insomma per la Fnsi va “assicurato lo spazio qualitativamente e quantitativamente adeguato per le tv locali”. Nel “Telecomando del digitale terrestre” sicuramente nei primi dieci canali, regione per regione o bacino per bacino, non possono mancare le tv locali di più consolidata presenza nelle preferenze dei cittadini, secondo la Fnsi. “E’ l’occasione perché gruppi dominanti e oligopolisti – siamo sicuri anche l’Autorità  ne convenga – non siano, né appaiano come beneficiari di pregio di un bene pubblico. Per essere ancora più chiari, non siamo interessati allo scontro tra i grandi gruppi (Mediaset, Sky e la stessa Rai) per ottenere per sé le migliori frequenze ma perché siano messe in pari disponibilità  tutte le risorse tecniche e non siano lasciate le più deboli al polo cosiddetto minore, seppure da collocare ai primi posti in più di un caso in diversi bacini”.(ANSA).
STF/ S0A QBXB