New media, TLC

20 maggio 2010 | 10:27

TLC: GALATERI, DIGITAL AGENDA FISSA OBIETTIVI MOLTO AMBIZIOSI

TLC: GALATERI, DIGITAL AGENDA FISSA OBIETTIVI MOLTO AMBIZIOSI
(AGI) – Bruxelles, 20 mag. – La Digital Agenda, presentata oggi dalla Commissaria Neelie Kroes a Bruxelles, “fissa obiettivi per il settore europeo dell’economia digitale molto ambiziosi e condivisibili” Lo sostiene il presidente dei Telecom Italia, Gabriele Galateri. “Gli effetti positivi – spiega Galateri – in termini di aumento della produttivita’ garantiti dal settore ICT sono noti e l’Europa non puo’ permettersi ulteriori ritardi, deve fare leva su quei settori che assicureranno nuove opportunita’ di crescita”.
“In particolare – si legge in una dichiarazione del presidente di Telecom Italia – l’obiettivo di sviluppo delle infrastrutture a larga banda di nuova generazione e’ prioritario, perche’ le infrastrutture sono il requisito essenziale per raggiungere tutti gli altri obiettivi del piano strategico, come lo sviluppo del mercato unico on line di contenuti e servizi innovativi a favore dei consumatori. La prima fase di sviluppo del mercato della banda larga ha dato buoni segni di crescita”. “Oggi dobbiamo – dice ancora Galateri – guardare all’obiettivo del 2020 e dare alle imprese la possibilita’ di creare nuove infrastrutture e nuovi mercati. La diffusione della larga banda a velocita’ sempre maggiori per tutti i cittadini europei, obiettivo largamente condiviso anche in sede europea, richiede massicci investimenti di lungo periodo. Devono quindi essere create, sia a livello comunitario che a livello nazionale, condizioni tali per cui gli investimenti nelle reti non siano ostacolati da eccessivi obblighi regolamentari, che non tengano conto dell’effettivo grado di sviluppo del mercato. Ci auguriamo, quindi, che gli obiettivi dell’Agenda digitale siano accompagnati da scelte di policy lungimiranti, come e’ avvenuto in altri Paesi. Se per le nuove reti in fibra ottica si dovesse replicare l’intero insieme di vincoli previsti per aprire il mercato alla concorrenza sulle reti tradizionali in rame, l’Europa rischierebbe di non proiettarsi verso il futuro, ma di ritornare al passato con un rischio enorme di perdita di competitivita’ su scala mondiale”. (AGI) red