Scelte del mese

20 maggio 2010 | 12:27

Fiction Backstage

FABIANO FABIANI. Il 21 aprile Fabiani Fabiani è stato rieletto alla presidenza dell’Apt per un secondo mandato di due anni. Sono stati rinnovati anche il comitato di presidenza e il consiglio direttivo.
I produttori hanno optato di nuovo per una presidenza ‘istituzionale’: Fabiani è un ex manager pubblico con un largo giro di relazioni e abituato a frequentare i luoghi del potere, anche se meno accreditato nei circuiti del centrodestra.
Fabiani non è un presidente di lotta, ma si è affiancato tre vice presidenti forti: Carlo Degli Esposti, Giorgio Gori e Sergio Silva. Per storie personali, peso sul mercato e carisma sono un trio che condivide inoltre la consapevolezza che lo sviluppo dell’industria è legato alla liberalizzazione del mercato.
Fabiani ha cooptato nel comitato allargato di presidenza anche Lorenzo Mieli che fa il suo ingresso in Apt. Mieli ha lasciato Fox Italy per diventare l’amministratore delegato di Grundy Italia che prossimamente si chiamerà  Fremantle. È un produttore giovane e stimato e con un cà´té più corsaro e moderno dei suoi colleghi. Potrebbe portare una ventata d’aria fresca. Ce n’è bisogno perché l’associazione negli ultimi mesi non ha dato segni di vita. Adesso che ha una nuova governance e ha sistemato gli equilibri interni dovrebbe riprendere l’iniziativa.
Il problema è come recuperare il terreno perduto dopo la batosta del decreto Romani che ha cancellato la possibilità  per i produttori di godere i cosiddetti diritti residuali e ridà  tutto il potere ai broadcaster. Sul momento i produttori sorprendentemente non hanno reagito, a differenza dei 100 autori che con una dura battaglia hanno ottenuto il reintegro delle quote.
La situazione è pesante se anche un personaggio autorevole come il presidente dell’Agcom Corrado Calabrò, in una audizione in Parlamento, ha paragonato i rapporti di forza tra produttori e televisioni al match tra un bambino e un pugile professionista.
Pare che adesso l’Apt passerà  al contrattacco con azioni legali e attività  di lobbying. Si sta pensando di impugnare i contratti fatti da Rai e Mediaset nei periodi in cui i diritti residuali erano in vigore. E inoltre si vuole vigilare sull’effettivo rispetto delle quote di programmazione e di investimento da parte di Rai, Mediaset e Sky.
L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 406 maggio 2010