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20 maggio 2010 | 13:56

Voglia di giornalismo

Arianna Ciccone, fondatrice col compagno Chris Potter del Festival di Perugia, racconta come è nata l’iniziativa e perché è diventata un appuntamento fisso per i media player internazionali.
“La crisi sta innescando una rivoluzione di grande portata che dispiegherà  i suoi effetti per molti anni. Il Festival di Perugia serve per fotografare la situazione e discutere in che direzione muoversi. Per esempio, confrontarsi sui nuovi modelli di business, prendendo atto che finora non si è trovato un modello convincente e applicabile a tutte le situazioni”, spiega Ciccone. “Se dovessi definire qual è il mood del Festival del giornalismo, direi che è un festival 2.0, ovvero una situazione il più possibile aperta e condivisa. In questa caratteristica c’è il legame profondo con l’informazione in Rete, con le trasformazioni della professione giornalistica indotte dall’esplosione di Internet”.
“All’origine c’è una ragione molto personale. Io non sono riuscita a fare la giornalista. A un certo punto mi sono resa conto che sarei rimasta una precaria a vita. Allora ne sono uscita diventando imprenditrice di me stessa”, spiega Ciccone. “Col mio compagno Chris Potter abbiamo messo in piedi un’agenzia, Il filo d’Arianna, e a un certo punto ci siamo detti che potevamo fare qualcosa per affrontare la grande trasformazione che sta attraversando l’informazione e il giornalismo.
“La prima edizione del festival è stata nel 2007. Molti ci vedevano in modo strano, però abbiamo avuto una grande fortuna: l’appoggio di Ezio Mauro”, racconta Ciccone. “Al direttore di ‘Repubblica’ ho mandato semplicemente un’e-mail. Non mi aspettavo nemmeno che mi rispondesse. Invece mi ha risposto: va bene, mi piace, vengo. Nel 2008 abbiamo fatto il salto internazionale, con la partecipazione di Carl Bernstein, uno dei due del Watergate. Questo ha avuto un’eco importante, soprattutto fra i blog specializzati che discutono di media, e ci ha fatto diventare un appuntamento fisso, l’unico forum internazionale gratuito e aperto a tutti”.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 406 maggio 2010