La luna di miele è finita

Dopo una lunga galoppata di sei anni verso il digitale terrestre in vista del traguardo si fa duro lo scontro
su problemi fondamentali che riguardano il piano frequenze e la presenza delle emittenti sul telecomando. Il piano dell’Agcom pone dei vincoli e le emittenti non ci stanno. Le più scatenate sono le locali perché pensano che l’Autorità  voglia dare le coperture migliori alle reti nazionali a loro spese Se mai ci fossero stati dubbi, la quinta Conferenza nazionale della tivù digitale terrestre, organizzata il 3 e il 4 maggio al Teatro Dal Verme di Milano dalla Confindustria delle televisioni, che è Dgtvi, ha ribadito forte e chiaro che il digitale terrestre è diventato il protagonista della televisione italiana. Cinque regioni (Lazio, Campania, Piemonte, Trentino Alto Adige e Valle d’Aosta) nel 2009 hanno abbandonato la trasmissione in analogico, rispettando il calendario al cronometro, e con lo stesso rigore si attueranno quest’anno gli spegnimenti di tutte le regioni del Nord Italia. E non solo, è assai probabile che si accelererà  il programma per anticipare lo switch off su tutto il territorio nazionale nel 2011 invece che nel 2012.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 406 maggio 2010

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