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20 maggio 2010 | 14:45

La mazzata

Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha colpito all’improvviso il mondo dell’editoria italiana con un decreto che ha abolito tutte le agevolazioni postali per gli abbonamenti e le spedizioni di libri. Ci sono in ballo centinaia di milioni di euro. Aumenti di costi che si riflettono su un settore già  in crisi e sulla filiera dell’industria grafica e della comunicazione. Cerca di metterci una pezza il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, mentre Poste italiane litiga con gli editori su sconti e nuove tariffe. Se la cavano solo le testate no profit
“Più passano le settimane più notiamo alcuni ritardi nelle spedizioni e un calo di qualche punto percentuale nei volumi spediti”. Claudio Cella è il responsabile marketing servizi postali di Poste italiane, e seppure inserisce questi cali “in un clima di generale difficoltà  dell’editoria”, non nasconde “l’alta probabilità  che alcuni di questi cali siano anche conseguenza dell’aumento delle tariffe postali, scattato il 1° aprile come conseguenza del decreto che ha soppresso le agevolazioni tariffarie per l’editoria”.
E il bello è che nessuno ne sapeva nulla. Che le tariffe postali agevolate sarebbero sparite dall’oggi al domani, precisamente dal 30 marzo 2010 (giorno di stesura del decreto) al 31 marzo 2010 (giorno della sua pubblicazione con effetto immediato sulla Gazzetta ufficiale) non lo sapevano gli editori, le stesse Poste e le associazioni imprenditoriali di settore. Tantomeno ne erano al corrente gli uffici di Palazzo Chigi, dove il capo del dipartimento per l’Editoria, Elisa Grande, era ancora alle prese con la grana delle sovvenzioni dirette all’editoria per il 2010, anche quelle abolite e poi resuscitate in qualche forma ridotta.
La norma voluta dall’allora ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola, di concerto con il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, è fatta di due soli articoli (vedi in Primaonline.it/Documenti). Il primo, partendo dalla constatazione che i 50 milioni di euro stanziati per il 2010 sono già  finiti, dice che le agevolazioni spariscono con effetto immediato (“Le tariffe agevolate per le spedizioni di prodotti editoriali, di cui ai decreti ministeriali del 13 novembre 2002 e del 1° febbraio 2005, continuano ad applicarsi fino al 31 marzo 2010″); il secondo aggiunge che in qualche misura, forse, un po’ di finanziamenti potrebbero tornare (“Con successivo decreto potranno essere determinate tariffe agevolate per i residui periodi dell’anno 2010, in caso di sopravvenuto accertamento di disponibilità  finanziarie nell’ambito del bilancio autonomo della presidenza del Consiglio dei ministri”).
Un atto di forza che un editore ha spiegato così: “Il governo ha messo lì un punto fermo. Piuttosto che fare l’annuncio che avrebbe cancellato le agevolazioni, e attirarsi una caterva di proteste, ha giocato d’anticipo e le agevolazioni le ha tagliate prima che arrivassero le proteste. Un bel vantaggio”.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 406 maggio 2010