Editoria, Televisione

21 maggio 2010 | 9:42

INTERCETTAZIONI:SKY CHIEDE TUTELA UE, DDL CONTRO STAMPA/ANSA

INTERCETTAZIONI:SKY CHIEDE TUTELA UE, DDL CONTRO STAMPA/ANSA
RIDIMENSIONATO ARRESTO CRONISTI,MALUMORE FINIANI,DOMANI PROTESTA
ROMA
(di Paolo Cucchiarelli) (ANSA) – ROMA, 20 MAG – Si alza, in modo imprevisto, il tono dello scontro sul provvedimento sulle intercettazioni proprio nel giorno che vede ridimensionate, in Senato, le norme sull’arresto per i cronisti che violeranno la nuova norma. Il nuovo fronte passa per l’ormai storico scontro tra l’editore di Sky, Robert Murdoch, e Silvio Berlusconi: la Tv satellitare annuncia infatti che farà  ricorso a tutte le sedi internazionali competenti, compresa la Corte europea dei diritti dell’uomo, contro queste norme che rappresentano “un grave attacco alla liberta di stampa ed espressione”. La rete infatti, citando il suo editore, afferma che le norme in esame “rappresentano una grave anomalia a livello europeo”. Poco prima il relatore del provvedimento, il senatore Roberto Centaro, aveva annunciato, dopo una riunione con Berlusconi, che le norme che prevedevano l’arresto (obbligatorio) fino a due mesi per i giornalisti in caso di pubblicazione di atti vietati o delle intercettazioni sarebbe stato ritirato. Di fatto la galera rimane una ultima opzione in caso di non pagamento delle ammende prevista dal ddl (da 2.000 a 10.000 euro per gli atti vietati e da 4.000 a 20.000 in caso di intercettazioni). Le stesse norme riguardavano anche chi pubblicava la foto o il nome del magistrato titolare del provvedimento. Il Pdl attende di vedere cosa accadrà  in sede parlamentare e fuori dal Palazzo dopo lo “smarcamento” deciso oggi. I finiani hanno risposto dimostrando malumore e invitando ad ulteriori e sostanziali ritocchi: salvaguardare un “doppio binario” per le indagini di mafia, allargarlo ai reati collegati e non bloccare la possibilità  delle intercettazioni ambientali oltre a salvaguardare il diritto di cronaca. In particolare Italo Bocchino, di stretta osservanza finiana, sostiene lo stop alla pubblicazione integrale delle intercettazioni, ma boccia il divieto di parlare di una inchiesta solo dopo la chiusura delle indagini preliminari. “Si deve discutere ancora” ha detto proprio a Sky: ci sono ancora troppe forzature. L’Udc definisce il ritiro della norma sull’arresto un “buon passo indietro” ma critica l’uso della “logica del gambero” che non si può utilizzare per un tema tanto delicato e rilevante. Il partito di Casini giudica la mossa decisa da Berlusconi un passo fatto più per “non spaccare la maggioranza” che per convinzione. L’Idv va oltre: si tratta di un tentativo del “venditore ambulante Berlusconi” che vuole comprare “il favore dei cronisti”; un “tentativo disperato” – dice Di Pietro – per evitare che monti la critica contro il provvedimento. Il ritiro è comunque una “sconfitta di regime”. Il Pd invita già  da ora, con Zanda, alla disobbedienza qualora l’attuale testo diventasse legge. Il capogruppo al Senato Anna Finocchiaro parla di testo inaccettabile che prevede ancora “pesantissime sanzioni per gli editori”. La Serracchiani nota che la Lega “vota e tace”: oggi infatti dal Carroccio nessun commento. Domani sarà  una giornata di mobilitazione contro il provvedimento: sit in davanti Montecitorio, appello della Fnsi (che prepara lo sciopero dei giornalisti), proteste dell’Anm e di Magistratura democratica mentre Antonio Ingroia invita Berlusconi ad essere “consequenziale” dopo il richiamo del “chi sbaglia paga” rivolto ai suoi uomini. L’unico modo è rivedere questa legge, dice il procuratore aggiunto di Palermo. Il sit punta a coagulare strati diversi di protesta mentre Carlo Verdone definisce la legge “di stile iraniano” e Internet sollecita il tam tam della rete. L’appello dei costituzionalisti ha raccolto 120.000 adesioni e domani a Napoli una storica libreria, la Treves, protesterà  con bavagli e strappando quotidiani in Piazza Plebiscito.(ANSA).
CP/ S0A QBXB