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24 maggio 2010 | 13:36

MUSICA: DISCOGRAFICI, RICATTO RADIO, BOICOTTANO NUOVA MUSICA

MUSICA: DISCOGRAFICI, RICATTO RADIO, BOICOTTANO NUOVA MUSICA
MILANO
(ANSA) – MILANO, 24 MAG – “Le radio sembrano aver perso il senno: ci hanno dato notizia che o rinunciamo ai diritti o non trasmetteranno i nuovi brani”. Il presidente di Emi, Marco Alboni, come i suoi colleghi discografici, non esita a definire un “ricatto” quello di 10 network nazionali che, non intendendo rinnovare il contratto per i diritti fonografici alle condizioni chieste da Scf (il consorzio che rappresenta 300 realtà  del settore), ora boicottano le ultime novità , chiedendo a chi detiene i diritti di rinunciarvi. Per denunciare il comportamento delle radio, l’industria discografica italiana al gran completo ha indetto una conferenza stampa, aperta da Saverio Lupica, Presidente di SCF, che ha ricordato le tappe salienti della trattativa, apertasi nel 2006 (anno di scadenza del vecchio accordo) e arrivata alla rottura a fine 2008, quando Scf ha agito in giudizio nei confronti di dieci network nazionali (Radio RTL 102.5, Radio 105, RDS, Radio Monte Carlo, Virgin Radio, Radio DeeJay, Radio Capital, M2O, Radio 101, Radio Italia).(SEGUE).
GGD/ S42 S0B QBXB
MUSICA: DISCOGRAFICI, RICATTO RADIO, BOICOTTANO NUOVA MUSICA (2)
MILANO
(ANSA) – MILANO, 24 MAG – “Ciò che chiediamo oggi – ha sottolineato Lupica – è un ragionevole adeguamento dei compensi alle medie europee”. Fino al 2006 i diritti riconosciuti dalle radio, calcolati sui ricavi lordi, erano l’1%, ora Scf chiede che la quota passi “al 2% senza sconti” e che vengano saldati gli arretrati: “ci devono quasi tre anni, ossia più di 5 milioni di euro”. “Le radio pagano più di energia elettrica che di diritti” é poi sbottato Enzo Mazza, presidente di Fimi, mentre Filippo Sugar, Presidente della Federazione Editori Musicali e del Gruppo Sugar, ha fatto notare che “il fatturato aggregato delle dieci radio nazionali con cui ci stiamo confrontando è superiore di quasi il 50% al fatturato globale dell’industria discografica italiana”. I discografici non vogliono però arrivare a un muro contro muro con le radio che – ha ricordato Andrea Rosi di Sony – “sono nostre partners commerciali e promozionali”. (ANSA).
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