Editoria

25 maggio 2010 | 9:44

INTERCETTAZIONI: VIA LIBERA COMM. NELLA NOTTE, ORA MODIFICHE PER AULA

INTERCETTAZIONI: VIA LIBERA COMM. NELLA NOTTE, ORA MODIFICHE PER AULA
(ASCA) – Roma, 25 mag – Via libera delle commissione Giustizia del Senato, nella notte, al ddl intercettazioni, che ora attende solo le decisioni della conferenza dei capigruppo, gia’ convocata per questa mattina alle 11, per la calendarizzazione in Aula. Dopo l’intervento a sorpresa del ministro della Giustizia, Angelino Alfano, che poco prima dell’avvio della commissione, alle 21, aveva annunciato ”l’altola” politico del governo alla norma, cosi’ come era venuta a delinearsi nel lungo confronto in commissione a Palazzo Madama, e chiarito che per l’esecutivo ”il testo su cui ha posto ed ottenuto la fiducia e’ quello della Camera” e che questo rappresenta un punto di ”compromesso alto ed equilibrato tra i tre principi costituzionali i n gioco: privacy, diritto di cranaca e quello relativo alle indagini”, i lavori sono proseguiti attivamente, nella consapevolezza che comunque quel testo subira’ importanti modifiche nel passaggio dalla commissione all’Aula. E’ proprio per questa ragione, per dare tempo ai tecnici del governo, d’intesa con i commissari, di trovare la sintesi migliore e trovare un testo che potra’ trovare l’appoggio della maggioranza anche nel suo successivo passaggio alla Camera, dove gli equilibri all’interno del centrodestra sono molto piu’ articolati ed incerti rispetto al Senato, che e’ assai probabile che l’avvio dell’esame del provvedimento dell’assemblea non sara’ immediato, ma slittera’ di qualche giorno, di un paio di settimane. A fugare ogni dubbio e’ stato lo stesso Alfano, nella serata di ieri, a chiarire che nel passaggio tra commissione ed Aula del Senato due degli attuali cardini del provvedimento saranno modificati: quello relativo alla pubblicabilita’ degli atti di indagine e l’altro, attinente alle sanzioni nei confronti dei giornalisti e degli editori, mentre l’unico punto su cui e’ stato il governo a presentare un emendamento in commissione, per la trasformazione dei ”gravi indizi di colpevolezza’ in ”gravi indizi di reato’ resta fermo. A vigilare sullo sviluppo degli avvenimenti e’ stato per tutta la giornata di ieri lo stesso presidente del Senato, Renato Schifani, che si e’ fatto parte attiva con il ministro e con i capigruppo del Pdl e della maggioranza al fine di favorire soluzioni compromissorie, con fermo l’obiettivo di non porre la firma del Senato e della sua presidenza ad una legge ”’bavaglio” nei confronti della stampa e dell’opinione pubblica e ad un provvedimento che alla Camera, cosi’ come era venuto a delinearsi, sarebbe stato certamente stravolto, con l’aggravante di evidenziare le profonde fratture politiche esistenti all’interno dello stesso Pdl, che su questo ddl vede i figiani in prima fila, ma ai quali – questo il concreto timore – si potevano aggiungere anche altri esponenti.