Editoria

25 maggio 2010 | 16:02

INTERCETTAZIONI: UNIONE CRONISTI, DIFENDIAMO LIBERTA’, DDL VA CAMBIATO

INTERCETTAZIONI: UNIONE CRONISTI, DIFENDIAMO LIBERTA’, DDL VA CAMBIATO
(ASCA) – Roma, 26 mag – ”I giornalisti italiani in difesa della Liberta’. Il ddl Alfano deve cambiare profondamente: niente pasticci e ritorni indietro”. Lo dice l’Unione Nazionale dei cronisti italiani. ”Il giornalismo italiano – si legge in un comunicato – ha dimostrato, con la amplissima partecipazione alla giornata indetta dalla Fnsi, di volere tutelare la Liberta’. Quella liberta’ che passa in modo inequivocabile attraverso la liberta’ dei giornalisti di informare e la liberta’ dei cittadini di essere informati come stabilisce la Costituzione”. ”L’unita’ del mondo giornalistico – prosegue la nota – conferisce nuova forza alla battaglia che l’Unci, la Federazione e l’Ordine stanno conducendo dal giugno dello scorso anno contro il ddl Alfano”. Una battaglia che, sottolinea l’Unione dei cronisti, ”non puo’ accontentarsi di mezze misure ma che deve cogliere l’obiettivo stabilito fin dal primo momento. I giornalisti hanno il dovere di informare in modo corretto completo e tempestivo, i cittadini hanno il diritto di sapere le notizie, non il pettegolezzo, ma i fatti che sono importanti ed essenziali perche’ si formino un libero e informato convincimento sulla cui base assumere in modo consapevole le loro decisioni”. Perche’ cio’ accada ”e’ essenziale – si legge in ultimo – che il ddl Alfano sia modificato profondamente, in particolare deve essere assolutamente chiaro che cio’ che e’ pubblico deve per cio’ stesso essere pubblicabile e conoscibile dai cittadini. Il testo del ddl licenziato dalla Commissione Giustizia del Senato e’ peggiorativo di quello approvato dalla Camera dei Deputati. Ma il testo approvato a Montecitorio non e’ affatto condivisibile, contro quella formulazione i giornalisti avevano gia’ indetto uno sciopero che fu rinviato solo perche’ l’intervento del Presidente della Repubblica Napolitano, subito recepito dal Presidente del Senato Schifani, aveva sottolineato che quella formulazione non era accettabile in una democrazia partecipata. E che dunque andava cambiata. L’Unci ribadisce che una vicenda cosi’ essenziale deve essere risolta in modo chiaro e aperto. La Liberta’ e’ o non e’. La liberta’ di informazione e’ o non e’. Ricorrere a formulazioni pasticciate e’ del tutto inaccettabile”.