Editoria

25 maggio 2010 | 16:25

INTERCETTAZIONI: UNCI, CITTADINI DEVONO SAPERE COSA ACCADE

INTERCETTAZIONI: UNCI, CITTADINI DEVONO SAPERE COSA ACCADE
ROMA
(ANSA) – ROMA, 25 MAG – “Il ddl Alfano deve cambiare profondamente: niente pasticci e ritorni indietro”. Lo sottolinea in una nota l’Unione Nazionale dei cronisti italiani. “Il giornalismo italiano – si legge nel comunicato – ha dimostrato, con la amplissima partecipazione alla giornata indetta dalla Fnsi, di volere tutelare la Libertà . Quella libertà  che passa in modo inequivocabile attraverso la libertà  dei giornalisti di informare e la libertà  dei cittadini di essere informati come stabilisce la Costituzione”. E l’unità  del mondo giornalistico “conferisce nuova forza alla battaglia che l’Unci, la Federazione e l’Ordine stanno conducendo dal giugno dello scorso anno contro il ddl Alfano”. Una battaglia che, sottolinea l’Unione dei cronisti, “non può accontentarsi di mezze misure ma che deve cogliere l’obiettivo stabilito fin dal primo momento. I giornalisti hanno il dovere di informare in modo corretto completo e tempestivo, i cittadini hanno il diritto di sapere le notizie, non il pettegolezzo, ma i fatti che sono importanti ed essenziali perché si formino un libero e informato convincimento sulla cui base assumere in modo consapevole le loro decisioni”. Perché ciò accada “é essenziale – si legge in ultimo – che il ddl Alfano sia modificato profondamente, in particolare deve essere assolutamente chiaro che ciò che è pubblico deve per ciò stesso essere pubblicabile e conoscibile dai cittadini”. Il testo del ddl licenziato dalla Commissione Giustizia del Senato è peggiorativo di quello approvato dalla Camera dei Deputati. Ma il testo approvato a Montecitorio non è affatto condivisibile, contro quella formulazione i giornalisti avevano già  indetto uno sciopero che fu rinviato solo perché l’intervento del Presidente della Repubblica Napolitano, subito recepito dal Presidente del Senato Schifani, aveva sottolineato che quella formulazione non era accettabile in una democrazia partecipata. E che dunque andava cambiata. L’Unci ribadisce che una vicenda così essenziale deve essere risolta in modo chiaro e aperto. La Libertà  è o non è. La libertà  di informazione è o non è. Ricorrere a formulazioni pasticciate è del tutto inaccettabile”.
TH/ S0A QBXB