Editoria

28 maggio 2010 | 10:14

Intercettazioni/ Grasso: Pm antimafia a rischio ricusazione

Apc-Intercettazioni/ Grasso: Pm antimafia a rischio ricusazione
Con la nuova legge “ai boss basterà  fare una denuncia”
Roma, 28 mag. (Apcom) – Nella riforma delle intercettazioni c’è “una norma molto grave” che potrebbe portare “conseguenze devastanti nei delicati equilibri delle procure”: è quella che “collega automaticamente la sostituzione del pm o del suo capo al mero dato formale dell’iscrizione nel registro degli indagati”.
In sostanza se un boss mafioso denunciasse un pm antimafia – e questo fosse poi iscritto nel registro degli indagati – il pm dovrebbe lasciare il processo, sarebbe a rischio ricusazione.
A sostenerlo, intervistato oggi da Repubblica, è il procuratore antimafia Piero Grasso. Secondo Grasso inoltre con la norma che concede massimo 75 giorni di intercettazioni per un’estorsione o un voto di scambio “certamente sarà  più difficile scoprire” se “dietro quei reati c’è un’organizzazione criminale”.
Le microspie solo nei luoghi in cui c’è la certezza che si sta compiendo un reato non impediranno invece le indagini di mafia, anche se “per tutte le altre sarà  più difficile scoprire i colpevoli anche a causa dei tempi limitati per gli ascolti”.
Infine il procuratore antimafia commenta la decisione di applicare anche ai processi in corso il limite dei 75 giorni per intercettare: “Le norme procedurali di solito valgono per il futuro. Se eccezione è prevista, evidentemente è perchè talune indagini vanno fermate al più presto”.

Sav

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