Editoria

31 maggio 2010 | 9:59

GIORNALISTI: IL BARZINI A SAVIANO “INVIATO DELLA VERITA”

GIORNALISTI: IL BARZINI A SAVIANO ‘INVIATO DELLA VERITA”
AUTORE GOMORRA, LEGALITA’ NON E’ DI PARTE, SOGNO VITA NORMALE
ORVIETO (TERNI)
(ANSA) – ORVIETO (TERNI), 29 MAG – “Inviato speciale nel cuore del sistema e del malaffare” e ancora “inviato della verità ”: c’é anche questo nelle motivazioni dell’assegnazione del Premio giornalistico Luigi Barzini a Roberto Saviano. La consegna è avvenuta a Orvieto nella grande Sala dei 400 del Palazzo del Popolo, gremita e con tanti studenti delle scuole che hanno accolto l’autore di Gomorra con un’autentica ovazione e sottolineato con ripetuti applausi le sue affermazioni. E’ accaduto, tra l’altro, quando ha detto di sognare un’Italia nella quale tutti “sono uniti sulla legalità  che non è di parte” e quando a proposito del “voto di scambio” ha parlato di una “politica che dovrebbe darti per diritto quello che invece diventa un favore”. Saviano ha riconosciuto al ministro Maroni il merito di avere assicurato alla giustizia tanti esponenti della criminalità  organizzata, ma “siamo lontani – ha osservato – dal poter dire che la mafia è sconfitta”. In proposito ha detto anche che giungono “segnali” propri del clima che aveva preceduto le “stragi del 1992-’93″. Però, ha aggiunto tra gli applausi, “non siamo solo il Paese del Grande fratello, ma c’e anche altri che sta crescendo, persone che non ne possono più e che vogliono trasformare l’Italia al di là  delle divisioni di parte politica”. Il premio Barzini all’inviato speciale, giunto alla XXI edizione, è organizzato dal Comune di Orvieto e dal Corriere della Sera. Una giuria, della quale fanno parte alcune delle firme più prestigiose del giornalismo italiano di oggi, lo ha assegnato a Saviano per “il suo impegno civile di documentata e personale testimonianza, in particolare sul fenomeno della camorra, raccontata nella sua complessità  terribile, nella sua quotidianità  e nell’intreccio perverso di economia e società ”. La precedente edizione era stata vinta da Milena Gabanelli che stasera ha tenuto una “orazione civile”, nella quale ha raccontato della sua esperienza, della fatica, i rischi (ha 40 cause per diffamazione) e le frustrazioni di un giornalista “non ideologicamente schierato”. “Anche per me – ha detto poi Saviano intervistato da Lilli Gruber – le querele sono l’ossessione della mia vita”. Ha raccontato ad esempio di essere stato querelato da Cutolo per avere scritto che era il mandante dell’uccisione di due persone. “No – è la motivazione della querela secondo Saviano – Cutolo ne voleva uccidere solo una”. Parlando dei suoi critici ha citato gli “editoriali di Emilio Fede che – ha detto – ho raccolto in un cd che ascolto la sera quando sono triste”. Ha parlato del suo impegno per cercare di raccontare le verità  scomode ed ha detto che gli fa piacere essere definito “un rompiscatole” ma che il suo sogno é di poter tornare a vivere “una vita normale” dopo quattro anni di “vita blindata”. Ha infine accennato al prossimo libro che intende scrivere. “Su Berlusconi?”, gli ha chiesto la Gruber. “Meglio cambiare soggetto”, ha risposto ridendo, ed ha fatto capire di pensare ad una storia su un intreccio di mafie internazionali. “Questo – ha detto Ludina Barzini – è un premio che vogliamo dedicare alla libertà  di stampa e di informazione in un momento in cui si parla di bavagli e museruole”. (ANSA).
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