RAI: SANTORO DI FUOCO,NON FARO”MISERY NON DEVE MORIRE’/ANSA

POL:RAI
2010-06-07 17:15
RAI: SANTORO DI FUOCO,NON FARO”MISERY NON DEVE MORIRE’/ANSA
BASTA IPOCRISIE; GARIMBERTI INSUFFICIENTE; ANNO DI VIOLENZE
ROMA
(di Daniela Simonetti) (ANSA) – ROMA, 7 GIU – Se c’é qualcosa che non gli ha mai fatto difetto è la chiarezza: Michele Santoro è esplosivo alla conferenza stampa da tempo promessa e convocata oggi a Viale Mazzini per fare il punto sul suo rapporto con la Rai. E subito una promessa: “Non farò come ‘Misery non deve morire'”. Santoro è stufo di illazioni e attacchi, non ne può più di una Rai governata dai partiti dove si assottiglia sempre di più lo spazio di libertà  nell’indifferenza di troppi, dove il merito è calpestato in favore di altre logiche. Lui si lascia alle spalle un anno particolare caratterizzato – come ha spiegato con i toni di una persona che si sente non rispettata – da violenza e mobbing e dove il punto di non ritorno è stata l’inchiesta di Trani. Un mezzogiorno di fuoco a Viale Mazzini e lo si capisce subito. La sala principale è gremita non solo di giornalisti, gente in piedi in attesa di capire il futuro di Santoro. Cosa dirà : resta o se ne va? Santoro arriva, puntuale, affiancato da Sandro Ruotolo e Vauro. C’é Massimo Liofredi, il direttore di Raidue, che prende la parola prima che il clima diventi quello di una corrida tra fischi, applausi, brusii, interruzioni e qualche azione di disturbo. “Sono felice di essere qui – introduce Liofredi – e sentire Michele Santoro. Per quello che mi riguarda è doveroso affermare che per la Rete è stata una stagione vincente nella quale Annozero ha fatto la parte del leone. Anche perché c’é una congiuntura storica che lo permette visto che tutte le trasmissioni di informazione sono cresciute”. E qui menziona anche Monica Setta e Gianluigi Paragone e scattano i primi mugugni in sala. Poi è il momento di Santoro che terrà  la scena per oltre un’ora, producendosi in uno sfogo e in un atto di accusa insieme. “Quando un programma come Annozero – è il punto di partenza – fa la differenza sulla concorrenza, la logica conseguenza sarebbe quella di dire con nettezza che è irrinunciabile. Ma, incredibilmente, non lo dice nessuno, né Garimberti, né il direttore generale. Questo dà  l’idea di quanto drammatica sia la situazione”. Una situazione pessima anche rispetto ai tempi della gestione di Letizia Moratti: “Così non si può andare avanti. Basti pensare che la puntata più seguita è stata quella che ha ospitato Patrizia D’Addario che – molti lo ricordano – è andata in onda con una diffida legale arrivata all’ultimo momento. Ci dicevano che tutte le responsabilità  erano nostre. E, nonostante i rischi così alti, alla fine non abbiamo avuto niente, men che meno un premio di produzione”. “Ricordo a voi appassionati dei miei compensi – aggiunge – che sono stato il primo a renderli pubblici davanti alla commissione di Vigilanza. Perché non chiedete agli altri di fare lo stesso offrendo le cifre autentiche e non quelle di base? Ne vedremmo delle belle. E perché non parliamo di consulenze offerte a chi è già  in pensione?”. Santoro traccia la storia della sua carriera dai tempi di Samarcanda e conclude: “Dalla Rai ho preso soldi sempre in maniera scarsamente proporzionale al lavoro che ho prodotto”. Ma è stata l’inchiesta di Trani a rimescolare tutte le carte: “Una cosa è lo scontro politico-editoriale, altra cosa è lavorare in un’azienda che trama per metterti fuori gioco. Senza l’inchiesta di Trani, l’Autorithy ci avrebbe comminato una sanzione abnorme e arbitraria, facendoci secchi senza che nessuno alzasse un dito per difenderci, tantomeno quelli che ora mi accusano di essermi arreso a Berlusconi”. E allora? “Allora quando si conduce un gioco sporco, la domanda diventa questa: il presidenze di Garanzia mi vuole? Vuole Annozero in onda? Scommetta la sua faccia e si esprima chiaramente. Io non posso più accettare questa situazione e vi annuncio: tra aprile e maggio della prossima stagione restituisco la libertà  all’editore”. “Ci sono solo due strade percorribili: o si fa l’accordo o va in onda Annozero. Tertium non datur”. Santoro denuncia lo scempio di “farci assomigliare sempre più a Mediaset”, lo scandalo di un Paese, dove “tutti si scagliano contro di lui e nessuno invece parla delle prime serate di Gianni Minoli”. Annozero deve andare in onda come tutti gli altri programmi e non da clandestino a bordo: “Allora, c’é questa liberta? E se non c’é, prendetevela la responsabilità  di dirlo davanti a tutti e poi lasciateci liberi di cercare altre strade”. A questo punto, Luca Telese, giornalista del Fatto, ha girato la domanda a Liofredi che ha nicchiato scatenando i fischi della platea. Poi di nuovo Santoro che ha attaccato l’ambiguità  dell’opposizione che, nel momento in cui lui tenta uscire da un meccanismo perverso, “inalbera il vessillo dell’esclusiva”. “Almeno Berlusconi è chiaro”. “Basta con questa ipocrisia. Spostiamo la bandierà  della libertà  a casa Floris…”. (ANSA).
SN/ S0A QBXB

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