Editoria

05 luglio 2010 | 10:04

GIORNALISMO: SIMPSON (BBC), ‘CITIZEN JOURNALISM’ NON LO E’

GIORNALISMO: SIMPSON (BBC), ‘CITIZEN JOURNALISM’ NON LO E’
ISCHIA, REPORTER PREMIATO SPIEGA RISCHI DELLA NUOVA INFORMAZIONE
ISCHIA (NAPOLI)
(ANSA) – ISCHIA (NAPOLI), 3 LUG – C’é una differenza di mestiere fra chi si limita a raccogliere notizie e chi fa giornalismo. C’é una differenza di missione fra chi racconta il mondo e chi scende in campo attivamente per cambiarlo. A tracciare questi confini oggi, a Ischia, è stato John Simpson, della BBC, vincitore della XXXI edizione del premio internazionale di giornalismo di Ischia. Simpson è intervenuto nel corso di un dibattito sul giornalismo partecipativo moderato da Emilio Carelli, direttore di SKY TG24, al Regina Isabella di Lacco Ameno: “Citizen journalism e diritti umani. Come cambia la rete cambia l’informazione e come l’informazione cambia il mondò. “Non si tratta di giornalisti ma solo di raccoglitori di notizie”, ha detto John Simpson, definendo in questi termini i protagonisti di questa nuova frontiera dell’informazione. “Il termine giornalismo partecipativo – ha spiegato – non mi piace. Questo modo di raccogliere notizie rappresenta una risorsa, da usare però con estrema cautela. Noi della BBC riteniamo che, di fronte a questo tipo di materiale, bisogna essere più selettivi. E’ assolutamente fondamentale verificare con grande trasparenza cosa si riceve, anche per evitare eventuali manipolazioni. In Paesi come l’Iran, per esempio, il rischio è che questo materiale possa andare nella direzione di un’esagerazione sui comportamenti oppressivi del Governo”. Sul ruolo importante del Citizen Journalism, come giornalismo di denuncia, ha insistito Laura Bauer, vincitrice dell’RFK Journalism Award 2010. Citando gli immigrati e il mondo del lavoro, la Bauer ha detto: “Questo tipo di giornalismo riesce a raccontare storie importanti, che altrimenti non verrebbero fuori”. “Se pensiamo al campo dei diritti umani, il ‘Citizen journalism’ è fantastico – ha affermato Margareth Engel, presidente giuria RFK USA e direttrice del Newsmuseum di Washington d.c. – perché grazie ad esso si possono portare a conoscenza dell’opinione pubblica importanti violazioni. Prima esisteva solo un’informazione istituzionale: il Citizen journalism rappresenta un ottimo modo di raccogliere notizie. E’ necessario però un controllo sulle fonti”. Ma è proprio terreno della denuncia che John Simpson ha fatto dei distinguo sulla missione del giornalista: “Non penso che il giornalismo sia solo promozione dei diritti umani e denuncia della loro violazione. Lo scopo fondamentale del giornalismo è scrivere della vita della gente, scrivere nel modo più chiaro cosa accade nella propria società , ovvero descrivere il mondo”. Secondo il reporter della BBC insomma, il giornalista non è un militante, non deve scendere in campo sollecitando soluzioni specifiche al cittadino. Simpson ha anche messo in guardia dal web: “Su internet ci sono tantissime informazioni fallaci e manipolate”. “Ho ancora qualche dubbio – ha concluso – sulla direzione che stiamo prendendo”. Nel pomeriggio, sempre al regina Isabella si è tenuto poi il convegno presentato da Coca-Cola HBC dal titolo ‘Responsabilita’ ed etica nella relazione azienda e stampa: il domani che vogliamò. (ANSA)
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