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05 luglio 2010 | 10:06

ITALIA-TURCHIA:ADESIONE; DA MEDIA FORUM UN APPROCCIO GLOBALE

ITALIA-TURCHIA:ADESIONE; DA MEDIA FORUM UN APPROCCIO GLOBALE
POLITICA E ECONOMIA IN GIORNATA DI INTENSI LAVORI A ISTANBUL
ISTANBUL (TURCHIA)
(ANSA) – ISTANBUL (TURCHIA), 3 LUG – L’enorme e vitale valenza della ricaduta delle industrie straniere sul territorio turco, sia sul piano economico che su quello della crescita tecnologica, è stato oggi il tema centrale della seconda sessione del Media and Economic Forum Italia-Turchia apertosi oggi ad Istanbul. Numerosi gli oratori alternatisi sul palco tra cui Mario Valducci, presidente della Commissione parlamentare per i Trasporti, Poste e Telecomunicazioni; Antonio Perfetti, amministratore delegato della Mbda; Lufti Varoglu, capo del dipartimento cooperazione internazionale del sottosegretariato dell’industria della Difesa; Giovanni Castellaneta, presidente del gruppo assicurativo-finanziario Sace; Renato Casale, amministratore delegato di Italfer FS. Tra i dati salienti forniti dai relatori: circa 60 compagnie italiane con una presenza diretta in Turchia e i cospicui investimenti compiuti da aziende italiane che hanno contribuito allo sviluppo dell’economia turca sia a livello produttivo sia occupazionale. Basti pensare che il numero degli occupati da aziende italiane in Turchia è passato dai 9.800 del 2000 a circa 30.000 oggi. Il convegno è stato organizzato per il terzo anno consecutivo dall’Unione di Amicizia Italia-Turchia e dalla Turkey in Europe Society, entrambe presiedute da Giorgio Zappa, managing director di Finmeccanica, l’industria italiana della difesa, e dall’ambasciatore Carlo Marsili, presidente onorario. Circa il processo di adesione della Turchia all’Ue, Egemen Bagis, ministro turco per gli Affari Europei, ha detto che l’ostacolo più grande all’adesione della Turchia all’Ue è “il pregiudizio, il fatto di non conoscersi bene a vicenda” ed è proprio per questo motivo che sono necessari gli incontri come il Media and Economic Forum. La Turchia, ha aggiunto Bagis, non pretende di avere un trattamento di favore nel processo di adesione all’Ue, ma vuole essere trattata come tutti gli altri paesi che l’hanno preceduta. “Non vogliamo un trattamento di favore perché la Turchia si trova in una posizione importante strategicamente – ha ribadito Bagis – ma vogliamo essere trattati come gli altri”. Dopo aver ricordato che tutti i governi italiani sono stati e sono favorevoli all’ingresso di Ankara nell’Ue e che l’Italia ha un posto particolare nel cuore dei turchi, Bagis ha sottolineato che è comprensibile che “la gente abbia paura di 72 milioni di turchi” ed è proprio per questo che “occorre diffondere un messaggio di unione a milioni di persone in Europa”. Aprendo i lavori, l’ambasciatore Marsili aveva tenuto a ribadire come l’Ue debba rafforzarsi “se non vuole ridursi a giocare un ruolo secondario sulla scena internazionale” e per far ciò ha bisogno proprio della Turchia. Ma ha anche sottolineato come “i ritardi nell’adesione hanno creato un Turchia un senso di frustrazione”. Se è vero, quindi, che ci sono segnali secondo cui Ankara si starebbe allontanando dall’Europa per rivolgersi ad Oriente, “occorre tornare alle radici della scelta dell’adesione della Turchia all’Ue fatta nel 2004″. Il diplomatico italiano ha quindi ricordato la necessità  che al più presto “vengano aboliti i visti per i cittadini turchi che intendono recarsi nei paesi Ue e si ponga fine all’ingiusto isolamento di Cipro del Nord”. (ANSA).
MRR/ S0A S91 QBXB