Editoria

05 luglio 2010 | 11:11

FELTRI: FINI LEADER DELLA CONGIURA

PDL: FELTRI, FINI LEADER DELLA CONGIURA
(AGI) – Roma, 5 lug.- Vittorio Feltri e’ tornato oggi ad attaccare Gianfranco Fini, definito in dal Giornale ‘leader della congiura’ nel titolo di apertura della prima pagina sopra la foto del presidente della Camera che fa il saluto romano. Da settembre, ha ricordato, “andiamo ripetendo le stesse cose” sul cofondatore del partito, ma al Pdl “hanno cercato di farci passare per matti”. Ora, per il direttore , i nodi sono arrivati al pettine. “Puntare alla pacificazione e’ stata una perdita di tempo. La lite si e’ inasprita, la coalizione si e’ sfilacciata, il governo ha faticato ad approvare qualsiasi provvedimento. E ora il rischio di una rottura traumatica e’ sotto gli occhi di chiunque li tenga aperti”, ha spiegato. “In pratica ‘Fini e’ sul punto di ottenere cio’ che voleva: far fuori il premier e distruggere la maggioranza”, ha assicurato. “Da oltre un anno egli persegue il suo scopo con tenacia, e nell’opera di demolizione si e’ avvalso della collaborazione di Di Pietro, del Pd, talvolta di Casini e perfino di Napolitano, con il quale ha intessuto rapporti eccellenti pensando che un giorno – quello del giudizio – il Colle sarebbe venuto buono per evitare elezioni anticipate”, ha spiegato.
Il sogno di Fini, secondo Feltri, “non e’ sostituire il Cavaliere a Palazzo Chigi, ne’ soffiargli il posto al vertice del Pdl, ma spedirlo in pensione. Poi succeda quel che succeda. L’importante e’ che crepi Sansone con tutti i filistei”.
Dunque, “il suo piano coincide con quello di Di Pietro, di Franceschini e di tutta l’opposizione. I quali, vista l’impossibilita’ di battere il premier col mezzo democratico, il voto, ci provano con gli intrighi di Palazzo, compreso il ribaltone, efficace e collaudato”. Del resto, “in passato il giochino ha funzionato a meraviglia”, ha ricordato citando i precedenti di Bossi e Mastella.
In questa situazione, “si dice che Berlusconi stia studiando le contromosse”, ha concluso Feltri, “ce lo auguriamo. Ma se dara’ retta ancora alle colombe, comincera’ presto il tiro al piccione”. (AGI) Sab/zeb