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06 luglio 2010 | 17:05

INTERNET: NON SOLO SMARTPHONE, RETE RISCHIA BRUSCO STOP/ANSA

POL:INTERNET
2010-07-06 17:28
INTERNET: NON SOLO SMARTPHONE, RETE RISCHIA BRUSCO STOP/ANSA
CAPO IPV6 FORUM, INDIRIZZI ESAURITI; L’ITALIA? COME LA NAZIONALE
ROMA
(di Michele Cassano) (ANSA) – ROMA, 6 LUG – Non solo il rischio di collasso della rete mobile legato all’eccesso di smartphone, come segnala oggi il presidente dell’Agcom Corrado Calabrò. Anche l’esaurimento degli indirizzi Internet è più vicino di quanto si pensi e il processo di transizione verso i nuovi protocolli va avanti a fatica. E già  a fine anno si vedranno le prime conseguenze. I paesi preparati se la caveranno, ma negli altri la crescita della rete si fermerà  con pesanti contraccolpi, non solo per le società  del settore, ma per tutta l’economia. E l’Italia? Rischia di fare la fine della nazionale di calcio. Non è un allarmista Latif Ladid, presidente dell’IPv6 Forum, il consorzio internazionale che sovrintende allo sviluppo dei nuovi protocolli. Ma, in un’intervista all’ANSA, avverte: governi e aziende non hanno affrontato il tema con la giusta consapevolezza e ora resta davvero poco tempo. “Gli indirizzi IPv4 saranno completamente esauriti entro agosto 2011 dagli elenchi centrali e al più tardi entro la fine del 2012 a livello dei provider di servizi Internet – precisa Ladid -. Di fatto però la carenza si farà  sentire già  alla fine di quest’anno”. Ad accelerare il processo di esaurimento degli indirizzi versione 4 lo sviluppo della rete in India e Cina, oltre al boom delle connessioni da supporti mobili. “Dei 250 milioni di indirizzi IPv4 rimasti – spiega il presidente del Forum – molti verranno utilizzati da chi non ne avrebbe il diritto. Solo 50 milioni potranno essere effettivamente assegnati a banche o governi. Consumiamo 200 milioni di indirizzi all’anno, quindi rimarremo a secco alla fine di quest’anno”. Con il passaggio alla versione 6 gli indirizzi si moltiplicheranno e diversi saranno anche i vantaggi tecnici. “Tra 20 anni ci guarderemo indietro e parleremo dell’IPv4 come un esperimento – afferma Ladid -. E’ l’IPv6 il vero Internet Protocol”. La politica adottata per la transizione punta ad un graduale passaggio da un protocollo all’altro, cercando di far coesistere le due versioni, che sono però tra loro incompatibili. “Al momento i provider non stanno offrendo servizi adeguati – aggiunge – IPv6 dovrebbe essere offerto esattamente come si fa con l’IPv4, ma non è così. Il rischio é che Internet smetta di crescere. E’ come con la benzina, occorre riempire il serbatoio e non aspettare di rimanere a secco”. Giganti del web, come Google, Apple e Microsoft, hanno già  adottato i nuovi protocolli, ma sono solo importanti eccezioni. “Tutte le società  dovrebbero adottare al più presto l’IPv6 – afferma Ladid -. E dovrebbero farlo anche i governi che sono i primi consumatori. Washington, ad esempio, ha approvato una norma secondo cui tutti i prodotti acquistati dal governo degli Stati Uniti dal primo luglio 2010 devono supportare IPv6″. Anche grazie a questa decisione, gli Usa prenderanno presto la leadership mondiale sulla strada della transizione, ma al momento gli stati più preparati sono “Giappone, Corea del Sud, Cina e Taiwan” e in Europa “Slovenia, Portogallo, Lussemburgo e Germania”. “L’Italia è davvero indietro rispetto al suo potenziale – afferma il presidente dell’IPv6 Forum -. Telecom Italia e gli altri provider non dovrebbero seguire le orme della nazionale di calcio. Non essere preparati significa perdere le sfide nelle realtà  competitive di oggi. Occorre investire nella ricerca e puntare sulla preparazione dei propri ingegneri”. (ANSA).
CAS/VL S0A QBXB