Editoria

08 luglio 2010 | 9:35

GOVERNO: FIDUCIA SU MANOVRA, EMENDAMENTI SU INTERCETTAZIONI (IL PUNTO)

GOVERNO: FIDUCIA SU MANOVRA, EMENDAMENTI SU INTERCETTAZIONI (IL PUNTO)
(ASCA) – Roma, 8 lug – Il vertice del Pdl di ieri ha confermato la linea assunta da Silvio Berlusconi nei giorni scorsi: voto di fiducia sia al Senato sia alla Camera sulla manovra, disponibilita’ al confronto sul disegno di legge sulle intercettazioni, nessuna concessione ai finiani per quanto riguarda la formazione di una corrente organizzata all’interno del partito. Sulle intercettazioni, in particolare, si apre la strada a possibili emendamenti per accogliere i rilievi critici avanzati dal Quirinale e per trovare un piu’ solido accordo politico all’interno del Pdl. Questa disponibilita’ a non blindare il testo del ddl, tenuto conto che le Camere lavoreranno al massimo fino alla prima settimana di agosto, presuppone che l’obiettivo e’ raggiungere un accordo politico all’interno della maggioranza rinviando il voto della Camera a settembre. Berlusconi, in particolare, ha confermato di essere disponibile ad accogliere quei rilievi critici al testo licenziato dal Senato che possano venire incontro alle richieste venute dal Quirinale sulla costituzionalita’ del ddl. Per il premier, la priorita’ resta garantire la privacy dei cittadini. Grazie all’esito del vertice del Pdl, oggi Enrico Costa, capogruppo del Pdl, chiedera’ oggi alla Commissione Giustizia di Montecitorio di rendere flessibile il termine per la presentazione degli emendamenti (potrebbe essere fissato a martedi’ prossimo). Questa richiesta trova l’accordo dei finiani, a iniziare da Giulia Bongiorno, presidente della Commissione Giustizia. Il compito di mediare con i tecnici del Quirinale e il capo dello Stato sulle correzioni al testo e’ affidato ad Angelino Alfano, ministro della Giustizia, anche se dal Colle ci si e’ limitati semplicemente a ribadire i rilievi critici di Giorgio Napolitano. Per quanto riguarda in specifico la manovra, un comunicato congiunto di Berlusconi e Giulio Tremonti annuncia: ”Il previsto incontro del presidente del Consiglio e del ministro dell’Economia e delle Finanze con i presidenti delle Regioni viene fissato per venerdi’ 9 luglio alle ore 11 a Palazzo Chigi. La manovra sara’ oggetto di necessaria e responsabile richiesta di fiducia da parte del governo, tanto al Senato quanto alla Camera, trattandosi di un provvedimento fondamentale per la stabilita’ finanziaria del nostro paese”. ”La convocazione dell’incontro con il premier e’ il primo passo utile per avviare un confronto nel merito. Naturalmente l’incontro, che e’ stato richiesto da Regioni, Province e Comuni, dovra’ prevedere la presenza di tutti i protagonisti. Sul merito del comunicato diffuso dal governo avremo modo di illustrare le nostre preoccupazioni per i servizi fondamentali per le persone, le famiglie e le imprese”, commenta Vasco Errani, presidente della Conferenza delle Regioni. Sergio Chiamparino, sindaco di Torino e presidente dell’Anci (l’Associazione dei Comuni), annota: ”Tendo a credere che la convocazione delle sole Regioni all’incontro con il premier sia il frutto di una svista e non un goffo tentativo di incrinare il fronte delle autonomie locali e regionali. Noi rimaniamo in attesa delle risposte alle proposte che abbiamo avanzato nel merito che non peggiorano i saldi della manovra”. Il premier e il ministro dell’Economia precisano inoltre nella loro nota congiunta: ”I saldi della manovra erano, sono e saranno intangibili. Non si tratta infatti di numeri casuali od arbitrari, ma di numeri che riflettono cio’ che, tanto dalla Commissione europea quanto dai mercati finanziari, e’ considerato assolutamente necessario per ridurre la dinamica incrementale del nostro debito pubblico”. Cambiano intanto i tempi di discussione della manovra al Senato. La conferenza dei capigruppo, su proposta di Luigi Zanda (Pd), ha infatti deciso che il provvedimento sara’ esaminato dall’Aula di Palazzo Madama martedi’ 13 luglio, mentre il voto di fiducia e’ previsto nella giornata di giovedi’ 15. L’annuncio del voto di fiducia sulla manovra al Senato e alla Camera e’ criticato dall’opposizione. Dice Pier Ferdinando Casini, leader dell’Udc: ”Pensate veramente che questa della doppia fiducia sia una strada positiva per rispondere a chi ha manifestato disponibilita’ ad aiutare su una manovra che serve al paese?”. Un appello viene da Dario Franceschini, capogruppo del Pd a Montecitorio: ”Il presidente della Camera faccia un passo formale sul governo per far presente che, mentre un provvedimento e’ all’esame di un ramo del Parlamento si annuncia l’apposizione della fiducia sullo stesso testo in un altro ramo. E’ inaccettabile”. ”E’ un atto di violenza alla Costituzione”, dichiara Antonio Borghesi dell’Idv.