Editoria

10 luglio 2010 | 9:14

INTERCETTAZIONI: MONDO INFORMAZIONE SCIOPERA. POCHE LE ECCEZIONI

INTERCETTAZIONI: MONDO INFORMAZIONE SCIOPERA. POCHE LE ECCEZIONI
(ASCA) – Roma, 8 lug – Si profila come uno sciopero ‘molto partecipato’ quello indetto domani dal mondo dell’informazione in segno di protesta contro il ddl intercettazioni del governo. Molto partecipato ma con qualche eccezione di rilievo. Praticamente tutti i principali quotidiani aderiranno alla giornata di silenzio, organizzata dalla FNSI, contro un provvedimento – la cosiddetta legge bavaglio – che tra le altre cose impedisce la pubblicazione delle intercettazioni e punisce con sanzioni pecunarie eventuali infrazioni da parte di editori e giornalisti. Il silenzio dei giornali sara’ pero’ spezzato da cinque quotidiani, che per motivi diversi hanno deciso di non aderire alla protesta ed essere regolarmente nelle edicole domani. In prima fila, i due quotidiani filo-governativi ‘IlGiornale’ di Vittorio Feltri, che in verita’ aveva protestato contro il ddl non trovandosi pero’ d’accordo con la scelta dello sciopero, e ‘Libero’ di Maurizio Belpietro. Un po’ a sorpresa, esce fuori dal coro anche il ‘Secolo d’Italia’ – quotidiano legato a doppio filo al presidente della Camera, Gianfranco Fini, tra i piu’ critici del provvedimento – che ha scelto di uscire sotto forma di free press a Roma, Milano e Bologna. Il giornale, spiega una nota della direzione, ”si e’ impegnato per sostenere la necessita’ di norme a tutela della liberta’ di stampa pur nel contesto di una seria riforma della legge sulle intercettazioni. Il ‘black out’ non ci sembra funzionale a questo obiettivo e quindi abbiamo deciso di uscire”. Tuttavia, i costi di una distribuzione ”in proprio” erano troppo elevati per farvi fronte: di qui la scelta del free press che – conclude la nota – ”speriamo sia utile anche a far conoscere il nostro giornale a un pubblico nuovo”. In edicola, i lettori potranno trovare anche il Riformista di Antonio Polito e il Foglio di Giuliano Ferrara. Silenzio assoluto invece da parte delle Agenzie di stampa, seppur con qualche ‘finestra informativa’. Per quanto riguarda i telegiornali, il Tg1, il Tg2 e il Tg3 andranno in onda nelle due principali edizioni per soli 6 minuti, senza immagini. Stesso discorso per i tg del gruppo Mediaset. Tg4, Tg5 e Studio Aperto andranno in onda nelle consuete fascie orarie per circa sette minuti. Il tg de La7 si limitera’ invece a leggere il comunicato del cdr, spiegando le motivazioni di adesione alla protesta. SkyTg24, da tempo ormai in prima fila tra i promotori della protesta contro il ddl intercettazioni, presentera’ le edizioni dei tg listate a lutto. Tra le radio, adesioni confermate dal GiornaleradioRai e GRparlamento.