Editoria

10 luglio 2010 | 9:17

Intercettazioni/ Alfano va al Colle: Governo modificherà  il ddl

Intercettazioni/ Alfano va al Colle: Governo modificherà  il ddl

Premier affronta terzo nodo’Ghe pensi mi’. Resta il quarto:Fini

Roma, 10 lug. (Apcom) – Sul ddl interecettazioni, infatti, si gioca il chiarimento ultmo fra Berlusconi e Fini. E’ nello studio di Giulia Bongiorno, presidente finiana doc, che governo e maggioranza daranno corpo al testo preannunciato al Quirinale. E che dovrà  per prima valutare-collaborare a stendere glòi emendamenti di maggioranza nella riunione della consulta del Pdl sulle intercettazioni che è stata convocata per lunedì. E alla quale, per evitare improbabili sorprese da quel lato, potrebbe esere invitata a apartecipare anche la Lega onde arrivare in Parlamento con un testo di tutta la maggioranza e non targato solo Pdl.
Ma è sul tandem Bongiorno-Fini che i riflettori della politica sono principalmente rivolti. Berlusconi, chiude la settimana del ‘Ghe pensi mi’ con interventi risoluto su tre dei quattro nodi da sciogliere prima della pausa estiva: il caso Brancher chiuso dalle sue dimissioni da ministro; il ‘dossier manovra’ con il Premier sceso in campo in prima persona al fianco del ministro Tremonti, per porre fine a refusi, annunci e ritiri di annunci, assalto alla diligenza in Senato che avevano caratterizzato l’inizio dell’iter parlamentare della finanziaria anti-crisi. Con l’invio di Alfrano al Colle, è anche il terzo nodo del ‘ghe pensi mi’ ad essere meno intricato: ovvero i rapporti con il Quirinale.
Se alla Presidenza della Repubblica si è presentato il ministro e non il Premier, è solo perchè la mediazioone affidata a Gianni Letta era andata a buon fine ma con la sottolineatura della inoppportunità  che fosse il Capo dello Stato a benedire in anticipo un provvedimento ancora non prsentato in Parlamento.

Il quarto nodo del ‘ghe pensi mi’, invece resta irrisolto ed ha il nome e il cognome di Gianfranco Fini. Sarà  l’atteggiamento del Presidente della Camera e dei suoi parlamentari sul ddl intercettazioni a dire se si arriverà  entro l’estate alla resa dei conti defrinitivca. O se, almeno per agosto, la maggioranza potrà  passare un mese più sererno pur senza quel chiarimento di fondo e definitivo che solo un allo stato impossibile incontro frra i due Presidenti potrebbe detereminare.

Le ‘colombe’ che volano a palazzo Grazioli sono convinte che un testo nel solco delle ossservazioni quirinalizie difficilmenhte possa essere contrastato dal presidenete della Camera e dai suoi.
Se l’imprimatur di Fini arriverà , la cora pre-estiva del ddl interecettazioni – con o senza fiducia- inizierà . Altrimenti la rotturna interna al Pdl prenderà  numeri e volti in Parlamento, con effetti aperti a ogni scenario. Dalle parti di palazzo Grazioli, si ostenta la convinzione che la boa intercettazioni sarà  virata senza scuffiate. E’ probabile. Certo è che tanto al Colle come ai piani alti di Montecitorio si fa notare come un conto, come avvenuto finora, è l’apprezzametno per una scelta politica di apertura e confronto dopo la prova muscolare di palazzo Madama, un altro è il via libera ai nuovi contenuti del provvedimento che ancora non sono stati scritte. Ore e giorni decisivi, appunto.