Editoria

10 luglio 2010 | 13:21

INTERCETTAZIONI:JACOPINO,ORDINE GIORNALISTI TUTELA CITTADINI

POL:INTERCETTAZIONI
2010-07-10 12:26
INTERCETTAZIONI:JACOPINO,ORDINE GIORNALISTI TUTELA CITTADINI
E’ LORO DIRITTO INFORMAZIONE.ALLO STUDIO CONTRO-MISURE AL DDL
TORINO
(ANSA) – TORINO, 10 LUG – Il diritto all’informazione è soprattutto dei cittadini: il presidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti, Enzo Jacopino, ribadisce che il disegno di legge sulle intercettazioni impedirebbe ai giornalisti di “assolvere al loro dovere, quello di informare i cittadini” e che lo sciopero di ieri deciso dalla categoria è uno sciopero “per i cittadini più che per i giornalisti”. “C’é un filo unico che lega altri precedenti analoghi al disegno di legge Alfano- aggiunge il presidente dell’Ordine nazionale – Penso a quello del ministro Mastella che prevedeva fino a 3 anni di carcere. Cambia la misura delle sanzioni, ma non la sostanza. L’idea di fondo – sottolinea Jacopino – è che i giornalisti non possano assolvere al loro dovere di informare i cittadini. Tutto ciò, però, in qualche modo mi conforta perché la classe politica sistematicamente, quale che sia il colore del governo, tenta di impedirci di fare il nostro dovere. Ed è anche la controprova che lo facciamo e che c’é chi ce lo vuole impedire”. Se il disegno di legge passasse, l’Ordine dei giornalisti è comunque pronto alla controffensiva. “Bisogna mettere a fuoco delle strategie che reggano sul piano del diritto. Si è pensato al ricorso alla corte d’ Strasburgo, ma tecnicamente pare più percorribile il ricorso alla commissione europea per i diritti dell’uomo poiché quello di sapere, di conoscere, è un diritto insopprimibile della persona”. A fronte di gravi violazioni, di abusi da parte dei giornalisti, “gli strumenti per agire ci sono già  e i consigli regionali dell’Ordine ne hanno competenza e possono anche agire d’ufficio. In ogni caso una ricerca dell’Ordine ha calcolato che dal dopoguerra ad oggi ci siano stati non più di una ventina di casi di violazione gratuita da parte di giornalisti”. “Non dimentichiamo però anche i casi in cui grazie alla pubblicazione delle notizie – conclude Jacopino – i cittadini sono stati messi al corrente di situazioni come quella della clinica Santa Rita in cui equipe disinvolte commerciavano sulla vita delle persone. In quel caso si trattava di salvare delle vite. Pensiamo a coloro che erano in lista d’attesa non avessero saputo nulla di quello che accadeva in quella clinica!”. (ANSA).
BAN/ S0A S56 QBXB