Televisione

13 luglio 2010 | 16:05

RAI: ADRAI, PREOCCUPANO INDISCREZIONI SU NOMINE

RAI: ADRAI, PREOCCUPANO INDISCREZIONI SU NOMINE
ROMA
(ANSA) – ROMA, 13 LUG – L’Adrai, associazione dei dirigenti Rai segue “con estrema preoccupazione le indiscrezioni che in questi giorni appaiono sugli organi di stampa in relazione a una possibile tornata di nuove nomine”. Lo sottolinea una nota della associazione, che sottolinea: “Sarebbe davvero incredibile, se rispondesse a verità  che in un momento pieno di gravi problemi economici, la Rai decidesse di assumere dall’esterno un nuovo Direttore di Rai News, avendo a disposizione 1.700 giornalisti interni, dei quali oltre 300 già  in possesso di qualifiche adeguate”. Da una parte, nota l’Adrai, “si continuerebbe a chiedere sacrifici e tagli e dall’altra proseguirebbe la politica di incomprensibili assunzioni dall’esterno, del resto confermata anche dai recenti rinnovi dei Consigli di Amministrazione delle Società  controllate”. Con la ventilata rimozione del Direttore di Rai Due, prosegue l’Adrai, “dopo appena un anno dalla sua nomina, si verrebbe a sostituire l’unico Direttore di Rete con qualifica di dirigente con una giornalista, tra l’altro in possesso di un curriculum professionale del tutto estraneo a quello necessario per dirigere una Rete”. Insomma, conclude l’associazione, “il perfetto contrario dell’auspicio dell’adozione di criteri di merito e professionalità  espresso dall’Adrai e condiviso dall’Ufficio di Presidenza allargato della Commissione di Vigilanza solo una settimana fa”.   L’ADRAI confida che tali indiscrezioni siano immediatamente smentite dai vertici, onde evitare un’ ulteriore emorragia di credibilità  della Rai, che non potrebbe che essere ulteriormente penalizzata, nella sostanza e nella sua immagine, da nomine come quelle sopra indicate e come quella, che, ancora una volta, speriamo sia solo una boutade, che vorrebbe un giornalista alla guida della Direzione Coordinamento Sedi, posizione prettamente manageriale dove un profilo editoriale non servirebbe davvero a nulla, se non a confermare l’inadeguatezza dei criteri di scelta nella nostra Azienda. (ANSA).
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