Televisione

14 luglio 2010 | 10:54

Rai/ Rognoni (Pd): Se rimosso Mineo superati limiti della decenza

Rai/ Rognoni (Pd): Se rimosso Mineo superati limiti della decenza

“Cambiare regole governance per ridare credibilità  ad azienda”

Roma, 14 lug. (Apcom) – Il Pd si schiera ancora contro l’ipotesi della “rimozione” di Corradino Mineo dalla direzione di Rainews24. “Non c`è alcuna giustificazione accettabile per un capo azienda – dice Carlo Rognoni, presidente del Forum riforma sistema radio televisiva del Partito democratico – che decide di rimuovere un bravo direttore come Corradino Mineo senza alcuna motivazione sensata. Solo una volontà  spartitoria, fuori da ogni logica di interesse aziendale, può indurre chi comanda oggi in Rai a spostare Mineo da uno dei canali che ha più prospettive e che è destinato a svolgere un grande ruolo, nell`informazione del servizio pubblico, nel momento in cui il digitale terrestre sta per diventare la piattaforma dominante”.

“Mineo, pur lasciato a corto di risorse e di investimenti, aveva infuso professionalità  e creatività  giornalistica in un canale – osserva l’esponente Pd – che sembrava nato e confinato nella sperimentazione. Oggi, dopo una buona e solida esperienza, dopo che gli ascolti stavano crescendo, ecco che il direttore generale si inventa di allontanarlo. Anziché consentire a Mineo di mettere a frutto l`esperienza accumulata, si decide di assumere dall`esterno un altro direttore. Non so se sia vero che così ha voluto la Lega Nord. Certo è che se così fosse, chi dirige la Rai si metterebbe ancora una volta nella condizione di apparire come un esecutore di ordini che vengono da fuori, come un complice di volontà  partitocratiche”.

“In Rai ci sono mille e settecento giornalisti, direttori, vice direttori e capi redattori capaci. Non credo davvero – aggiunge Rognoni – che sia una prova di capacità  e lungimiranza manageriale frustrare i propri dipendenti, i propri dirigenti, preferendo scelte esterne. Credo proprio che con l`esperienza del dottor Masi si stia chiudendo nel peggior modo possibile un ciclo della storia della Rai”.

“Se non si troverà  presto in Parlamento – prosegue Rognoni – una maggioranza capace di farsi carico del futuro del servizio pubblico, cambiando le regole della governance, restituendo credibilità  ed efficienza alla Rai, il governo Berlusconi si macchierà  di una pesantissima responsabilità . Sappiamo bene che c`è un conflitto di interessi, inaccettabile in una democrazia dove il ruolo dei media è determinante. E tuttavia in questa fase del governo della Rai si sono superati anche tutti i limiti della decenza”.