Editoria

16 luglio 2010 | 8:12

INTERCETTAZIONI: BERLUSCONI INSISTE, SI’ PRIMA DI PAUSA ESTIVA (PUNTO)

INTERCETTAZIONI: BERLUSCONI INSISTE, SI’ PRIMA DI PAUSA ESTIVA (PUNTO)
(ASCA) – Roma, 16 lug – Il Consiglio dei ministri di oggi, convocato alle 9,30, ha all’ordine del giorno una serie di decreti di ordinaria amministrazione ma e’ probabile che Silvio Berlusconi colga l’occasione per verificare lo stato di salute del governo. Pur avendo ottenuto appena ieri la fiducia del Senato sulla manovra economica, che ora passa all’esame della Camera, il presidente del Consiglio teme che le tensioni nel Pdl con i finiani possano precipitare in una crisi della maggioranza. Ottenute le dimissioni di Nicola Cosentino, sottosegretario all’Economia coinvolto in alcune inchieste giudiziarie, la componente del Pdl che fa riferimento a Gianfranco Fini non indietreggia infatti dalla richiesta di una modifica sostanziale del disegno di legge sulle intercettazioni. Da qui la probabile decisione di Berlusconi di dare via libera all’idea di Michela Vittoria Brambilla, ministro del Turismo e responsabile dell’Associazione promotori della liberta’, di organizzare una manifestazione a sostegno del ddl sulle intercettazioni per martedi’ 27 luglio a piazza di Pietra, nei pressi di Montecitorio. La forma dell’iniziativa, la cui data potrebbe cambiare in base all’andamento del confronto nella Commissione giustizia della Camera, sarebbe quella di una maratona oratoria a sostegno del governo. Per bloccare possibili trame all’interno del Pdl contro di lui e il governo, Berlusconi sarebbe anche intenzionato a convocare i vertici del partito prima della pausa estiva per avviare la fase congressuale che dovrebbe segnare il definitivo chiarimento con i finiani. La priorita’ per il presidente del Consiglio resta tuttavia l’approvazione delle nuove norme sulle intercettazioni. Di questo ha discusso ieri ancora una volta con il guardasigilli Angelino Alfano e l’onorevole Niccolo’ Ghedini che hanno predisposto i sei emendamenti della maggioranza al testo gia’ votato dal Senato e ora all’esame della Commissione giustizia della Camera. Secondo Enrico Costa, capogruppo del Pdl in quella Commissione, ”l’approdo del ddl in Aula e’ previsto per il 29 luglio”. Restano da esaminare anche i cinque emendamenti depositati dalla presidente della Commissione, la finiana Giulia Bongiorno, che non troverebbero l’assenso della maggioranza. Un segnale tranquillizzante per la stabilita’ del governo viene intanto da Umberto Bossi che ha ribadito il sostegno della Lega al ddl sulle intercettazioni: ”La legge sulle intercettazioni si fara’. Altrimenti ogni giorno si inventano una P2 o una P6. La gente non vuole essere ascoltata, questo e’ sicuro e noi abbiamo sempre marciato con la gente”. Grazie a un accordo con il ministro Giulio Tremonti, il Carroccio ha ottenuto che il Consiglio dei ministri vari all’inizio di agosto lo schema di decreto legislativo sul federalismo fiscale per le Regioni. Tremonti e Bossi ne hanno discusso ieri al Senato mentre era in corso il voto di fiducia sulla manovra economica. Il leader della Lega ha tenuto a ribadire il suo sostegno alla maggioranza: ”Berlusconi un giorno scoprira’ che la spada e’ ancora affilata e la utilizzera’. Abbiamo gia’ cominciato a trovare la via. Il federalismo andra’ in Consiglio dei ministri e da li’ partira’ tutto”. Bossi precisa anche che la manovra non subira’ cambiamenti a favore delle Regioni perche’ ”per loro ci sara’ il federalismo fiscale ed avranno un po’ di respiro e ossigeno”. Il segretario Pierluigi Bersani, dal suo viaggio ancora in corso negli Stati Uniti, dice che ”il Pd e’ pronto a ragionare sul dopo-Berlusconi”. L’ipotesi di un ”governo di transizione” era stata rilanciata ieri da Massimo D’Alema in una intervista al ”Corriere della Sera”, con l’obiettivo di riformare l’attuale legge elettorale e affrontare le emergenze economiche. ”Quello che deve fare l’opposizione e’ denunciare l’insostenibilita’ di questa situazione e aspettare gli eventi. Ovviamente, lavorando nel frattempo in Parlamento e nel paese per gettare le basi di una possibile alternativa”, dichiara Bersani con maggiore cautela rispetto a D’Alema. Pier Ferdinando Casini, leader dell’Udc, si dice soddisfatto perche’ la sua proposta di ”governo di larghe intese” e’ entrata a far parte del confronto politico. Un no a questa ipotesi, in caso di crisi dell’attuale maggioranza, viene dall’Idv che preferisce la prospettiva di elezioni anticipate.