Editoria

20 luglio 2010 | 9:16

INTERCETTAZIONI: ACCORDO ALLA PROVA COMMISSIONE GIUSTIZIA (IL PUNTO)

20-07-2010   08:36         [Politica]
INTERCETTAZIONI: ACCORDO ALLA PROVA COMMISSIONE GIUSTIZIA (IL PUNTO)
(ASCA) – Roma, 20 lug – Riprende oggi il confronto sul ddl intercettazioni nella Commissione giustizia di Montecitorio. L’accordo all’interno della maggioranza non e’ stato ancora perfezionato. Si era parlato ieri di un incontro chiarificatore tra il guardasigilli Angelino Alfano e Giulia Bongiorno, presidente della Commissione giustizia, ma non c’e’ stato. Alfano e Bongiorno si sono limitati ad avere ripetuti colloqui telefonici nell’arco dell’intera giornata. I colloqui telefonici sono proseguiti pure in serata. Alla fine, i sei emendamenti del governo e i cinque a firma Bongiorno, assunti dalla componente finiana del Pdl, sono ritenuti la base di un accordo raggiunto in extremis e che ora passa alla prova della Commissione. Le distanze sul merito dei contenuti delle necessarie correzioni al testo del ddl si sono accorciate negli ultimi giorni e anche se non c’e’ ancora accordo pieno nel partito del premier le possibilita’ di una convergenza sono alte. Ieri sera Silvio Berlusconi, da Milano dove riceveva un premio dalla Provincia della capitale lombarda, confermava che non c’era accordo pieno tra ”tutti coloro che devono concorrere all’approvazione del ddl” pur dichiarandosi ottimista sui tempi del varo del provvedimento. Proprio sulle modalita’ di approvazione del ddl da parte della Camera l’ipotesi piu’ accreditata resta quella che prevede il voto dell’Aula a settembre. Ieri il capo dello Stato Giorgio Napolitano ha sollecitato il Parlamento ad eleggere gli otto membri laici del Consiglio superiore della magistratura entro il 31 luglio, il che implica nuove sedute congiunte di Camera e Senato. L’opposizione si prepara a dare battaglia sul ddl. ”Non accetteremo strozzature del dibattito in Commissione e continueremo a pretendere che tutta la discussione su questo provvedimento avvenga tenendo conto delle posizioni delle opposizioni”, dichiara Donatella Ferranti, capogruppo del Pd nella Commissione giustizia della Camera. Il Pd potrebbe pero’ votare alcuni degli emendamenti presentati dai finiani. Roberto Rao, Udc, spiega: ”Il Pdl non potra’ pretendere da noi collaborazione. Esigeremo il tempo necessario all’esame, non potranno pretendere di comprimere il dibattito. Non e’ vero che la legge e’ in Parlamento da due anni, come dice Berlusconi: a ogni passaggio e’ stata profondamente modificata”. Dice Massimo Donadi, capogruppo a Montecitorio dell’Idv: ”Non faremo nessuno sconto. E’ inutile che la maggioranza si affanni per cercare una quadratura del cerchio che non esiste. Il ddl intercettazioni e’ antidemocratico e pericoloso”. A far risalire intanto la polemica all’interno del Pdl ci pensa una frase pronunciata da Gianfranco Fini ieri sera a Palermo, dove era giunto per partecipare alle commemorazioni per il diciottesimo anniversario della strage nella quale persero la vita il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta. A un manifestante del cosiddetto ”popolo delle agende rosse” che gli chiedeva se Vittorio Mangano (lo stalliere della villa di Arcore di Berlusconi) potesse essere considerato un eroe come dichiarato dal senatore Marcello Dell’Utri, il presidente della Camera ha risposto: ”Mangano non e’ un eroe. Era un cittadino italiano condannato in via definitiva per reati di mafia, e per tale motivo non puo’ essere considerato un eroe”. Fini ha detto la sua anche sulle polemiche che hanno accompagnato le manifestazioni di Palermo: ”E’ la prima volta quest’anno che e’ a tutti chiaro che non ci fu solo mafia dietro le stragi del ’92. Le indagini di Caltanissetta stanno mettendo in evidenza come non fu solo un attentato di mafia, ma ci fu anche la contiguita’, la collusione, la complicita’ di segmenti certamente deviati, personaggi che agivano in quel momento nel nome dello Stato”. Sul tema era intervenuto anche il presidente Napolitano chiedendo di ”fare luce sulle stragi” con l’apertura di nuove indagini. L’appello del presidente della Repubblica e’ stato raccolto dal ministro Alfano, che in una nota ha offerto tutta la sua disponibilita’ ”personale ed istituzionale” per accertare la verita’ sulla morte di Borsellino. Ottimista si e’ detto il ministro degli Interni Roberto Maroni: ”Stiamo facendo un’azione molto efficace contro la criminalita’ organizzata. Gli arresti si susseguono, cosi’ come l’aggressione ai patrimoni mafiosi sta registrando risultati che non ha precedenti”.