Televisione

20 luglio 2010 | 15:54

RAI: RUFFINI; FNSI, AZIENDA VOLTI PAGINA E CORRA A RIPARI

POL:RAI
2010-07-20 16:51
RAI: RUFFINI; FNSI, AZIENDA VOLTI PAGINA E CORRA A RIPARI
ROMA
(ANSA) – ROMA, 20 LUG – In Rai è giunto il momento di “voltare pagina”: lo chiede un una nota il segretario della Federazione nazionale della Stampa, Franco Siddi. “Quella del Giudice di Roma sul caso ‘Ruffini-Rai’ – osserva in una nota – é più di una ordinaria sentenza. E’ una sanzione per l’azienda del servizio pubblico che da oggi ha una responsabilità  in più: prendere atto che deve agire come una vera impresa, editoriale, di servizio e al servizio del pubblico, i cittadini italiani, e non degli interessi delle maggioranze o dei governi di turno”. La Rai sottolinea Siddi ” cosi non può andare avanti”. Il segretario della Fnsi ritiene che gli avvicendamenti delle figure di vertice o negli incarichi professionali sono normali – spiega il segretario del sindacato dei giornalisti – solo se seguono i normali criteri dettati dalle regole di legge e di contratto, nonché dagli interessi di tutela dei diritti dei singoli e dei valori della stessa azienda. La nuova bocciatura della rimozione di Paolo Ruffini dalla direzione di Rai Tre deve ora suscitare ulteriori coerenti comportamenti da parte della direzione e di tutto il vertice aziendale”. Secondo Siddi, “restituito l’onore e il diritto a esercitare la propria funzione a Ruffini, ora occorre riparare, prima che il danno sia irrecuperabile, i tanti altri guai similari compiuti in questa stagione: lo spostamento, poi annullato per effetto della prima sentenza del giudice, di un altro grande professionista come Antonio Di Bella a Rai Tre, oggi ancora senza incarico equipollente, e le epurazioni da funzioni e ruoli di professionisti altrettanto seri come Tiziana Ferrario, Paolo Di Giannantonio, Massimo De Strobel, Piero Damosso dal Tg1. C’é un etica del lavoro e del servizio pubblico che deve essere recuperata. E ci sono professionisti che non possono essere ‘cancellati’. Anche per loro potrà  esserci un giudice a Roma, piuttosto che a Berlino”. “Ma da oggi voltare pagina, prima di essere costretti dal giudice, è la via maestra – sostiene Siddi – per evitare che la vergogna continui”. (ANSA).
TH/ S0A QBXB