Editoria

21 luglio 2010 | 15:43

INTERCETTAZIONI:CON DDL NO INCHIESTA P3 SENZA OK CAMERE

POL:INTERCETTAZIONI
2010-07-21 16:29
INTERCETTAZIONI:CON DDL NO INCHIESTA P3 SENZA OK CAMERE
SAREBBE SERVITO VIA LIBERA PER TELEFONATE CON I PARLAMENTARI
ROMA
(ANSA) – ROMA, 21 LUG – Nel disegno di legge sulle intercettazioni ora all’esame della Commissione Giustizia della Camera c’é una norma che di fatto avrebbe reso estremamente difficoltoso, se non impossibile, dar vita all’inchiesta “Eolico-P3″. Si tratta di una norma, introdotta al Senato, secondo la quale, anche per intercettare le utenze di terze persone che parlano però con dei parlamentari, si sarebbe dovuto chiedere l’autorizzazione alle Camere di appartenenza del deputato o del senatore “controllato”. Questa misura è stata in parte “attutita” da un emendamento del relatore del testo, Giulia Bongiorno, ma comunque non avrebbe eliminato ugualmente il vincolo di richiesta di autorizzazione alle Giunte di Camera e Senato. Quando questa misura venne introdotta a palazzo Madama, l’opposizione la ribattezzò come “norma-anti-Trani”, dal nome dell’inchiesta avviata nella cittadina pugliese grazie alla quale si venne a sapere della pressioni fatte dal premier per chiudere “Annozero”, la trasmissione Tv di Michele Santoro. Nell’ordinanza di applicazione della custodia cautelare nei confronti di Flavio Carboni, Pasquale Lombardi e Arcangelo Martino, si legge infatti che per utilizzare le intercettazioni nei confronti di terze persone durante le quali parlavano anche dei parlamentari, non si è ritenuto necessario chiedere l’autorizzazione alle Camere di appartenenza. I magistrati del Tribunale di Roma, infatti, hanno fatto riferimento ad una sentenza della Corte Costituzionale del 2007. Grazie alla dichiarazione di parziale illegittimità  costituzionale di un articolo della legge 140/2003 le conversazioni di terze persone con parlamentari sono utilizzabili senza che sia necessaria la richiesta di autorizzazione alla Camera di appartenenza. E i magistrati si sono attenuti a questo principio. Se fosse stato in vigore il disegno di legge i magistrati del Tribunale di Roma avrebbero dovuto chiedere per forza il via libera alle Camere. (ANSA).
BSA/FLO S0A QBXB