Editoria

23 luglio 2010 | 9:06

INTERCETTAZIONI: FINIANI SODDISFATTI MA BERLUSCONI LI IGNORA (IL PUNTO)

INTERCETTAZIONI: FINIANI SODDISFATTI MA BERLUSCONI LI IGNORA (IL PUNTO)
(ASCA) – Roma, 23 lug – Oggi Silvio Berlusconi e’ impegnato a Milano in un summit con il presidente russo Dmitri Medvedev. E’ il terzo incontro in otto mesi tra i due leader. Al centro dei colloqui i rapporti economici tra Russia e Italia considerati piu’ che buoni da entrambi i paesi. Si discutera’ in particolare della costruzione di una nuova rete di gasdotti dalla Russia all’Europa meridionale attraverso il Mar Nero (South Stream), della cooperazione tra imprese russe e imprese del gruppo italiano Finmeccanica, della collaborazione dell’industria automobilistica russa Sollers con la Fiat, di progetti nel settore dell’energia nucleare ed elettrica in cui sara’ impegnata l’Enel. Sul fronte interno, non si placano le polemiche nel Pdl dopo il vertice di ieri nel quale Berlusconi ha ignorato le richieste dei finiani (non presenti alla riunione) che in questi giorni hanno continuato a insistere sulla necessita’ di verificare lo stato di salute del partito e di tracciare un itinerario per il congresso da tenere entro la fine dell’anno. ”Tutto a posto, tutto perfetto”, ha detto il premier alla fine del vertice chiedendo la massima unita’ del Pdl contro quella che e’ stata definita una ennesima campagna mediatica in corso contro il partito e il governo. Nessun riferimento inoltre alle inchieste giudiziarie contro il coordinatore Denis Verdini e il sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo (i finiani avevano auspicato un passo indietro dei due esponenti politici). Ad attaccare in particolare Fabio Granata, uno degli esponenti di punta dei finiani, ci ha poi pensato Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera: ”Abbiamo rilevato negativamente le dichiarazioni dell’onorevole Granata sul problema della mafia e sul fatto che lui ha detto testualmente che pezzi di istituzioni e di governo ostacolano la ricerca della verita’ sulle stragi del 1992-1993. Questo e’ destituito di fondamento e inoltre l’azione del governo contro la mafia e’ sotto gli occhi di tutti”. Replica Granata: ”E’ sorprendente che i vertici del Pdl anziche’ occuparsi della questione morale che attraversa il partito e la politica e la societa’ italiana e delle vicende gravissime che da Palermo alla Campania alla Toscana riguardano nostri esponenti di spicco, si preoccupino di stigmatizzare la mia posizione”. I finiani non nascondono intanto la propria soddisfazione per le modifiche al ddl sulle intercettazioni. Ieri la Commissione giustizia di Montecitorio ha approvato tutte le modifiche al testo proposte dalla presidente Giulia Bongiorno. Approvati anche gli emendamenti riguardanti ”l’udienza filtro” (decidera’ le parti rilevanti delle intercettazioni che possono essere pubblicate) e la proroga di 15 giorni in 15 giorni per allungare la durata delle intercettazioni. Le correzioni al testo che era stato licenziato dal Senato sono state approvate anche con i voti di Pd e Udc. Spiega Roberto Rao, Udc: ”Abbiamo deciso di votare si’, perche’ sono emendamenti migliorativi del testo. Ma ora ci impegneremo affinche’ vengano migliorate anche le altre parti del provvedimento”. Per Donatella Ferranti, capogruppo del Pd in Commissione giustizia, ”l’emendamento del governo sull’udienza filtro e’ in linea con le nostre tesi”. Negativo invece il giudizio dell’Idv. Cade anche un privilegio che era stato inserito a Palazzo Madama per i parlamentari intercettati. Grazie a un emendamento dell’Udc (poi sottoscritto da Idv e Pd), e’ stata soppressa la norma che prevedeva l’obbligo per il Pm di dover chiedere l’autorizzazione alle Camere di appartenenza ogni qualvolta, intercettando qualcuno, veniva captato anche un deputato o un senatore. Tra le novita’ introdotte nel testo ci sono anche le sanzioni ridotte per gli editori (la massima e’ di 300 mila euro anziche’ di 450 mila) che dovranno rispondere solo della pubblicazione di intercettazioni ritenute irrilevanti: cioe’ quelle estranee alle indagini o che riguardano terze persone. Il ddl, come programmato, approdera’ in Aula giovedi’ 29 luglio per la discussione generale. Il guardasigilli Angelino Alfano insiste per una rapida approvazione del provvedimento: ”Prima delle ferie si deve mettere un punto definitivo”. Non la pensano cosi’ i finiani. Dice Italo Bocchino: ”Votare entro l’estate non e’ un bel segnale dato ai cittadini. Sembrerebbe che si tiene aperto il Parlamento per fare una cosa che interessa ai parlamentari”.