Comunicazione

23 luglio 2010 | 15:08

INTERCETTAZIONI: NAPOLITANO; FNSI, UN ESEMPIO DI DEMOCRAZIA

POL:INTERCETTAZIONI
2010-07-23 14:24
INTERCETTAZIONI: NAPOLITANO; FNSI, UN ESEMPIO DI DEMOCRAZIA
(V. ‘INTERCETTAZIONI: NAPOLITANO, DA ME…’ DELLE 11.34
ROMA
(ANSA) – ROMA, 23 LUG – “La sicurezza di avere al Quirinale un ‘magistrato di persuasione’ rigoroso garante della Costituzione e dei suoi valori, che ascolta e valuta, senza interferire sulla politica degli schieramenti, tutte le espressioni della vita democratica, è stata e rimane un riferimento essenziale per chi, come il sindacato dei giornalisti, ha voluto continuare ad investire non solo sul contrasto alle norme bavaglio all’informazione ma anche sulle proposte per cambiare una legge che, da quattro anni a questa parte (dal ddl Mastella fino al ddl Alfano), in origine puntava a comprimere la libertà  dell’informazione”. E’ quanto rileva Franco Siddi, segretario della Federazione nazionale della stampa, commentando le parole del Capo dello Stato. “Le magistrali osservazioni fatte oggi – prosegue Siddi – dal Presidente della Repubblica sulle responsabilità  pubbliche e sociali sono un conforto e un incoraggiamento per quanti ritengono fondamentale la dialettica e la partecipazione, condizioni indispensabili per migliorare la convivenza civile”. E, rileva ancora il segretario della Fnsi, “nel caso del ddl intercettazioni, la protesta e la partecipazione non sono state inutili. E, come si può dedurre anche dalle considerazioni del Capo dello Stato, non c’é da stupirsi se un’opera di più matura consapevolezza dei problemi e delle questioni poste, richiede tempo. Una legge non è mai di per sé buona se si fa in un mese, se è e resta, comunque, scadente. E non è cattiva se per due anni passa da un’istanza all’altra incontrando opposizioni come il ddl sulle intercettazioni per approdare a sostanziali modifiche. Con i colpi di mano non si può fare una buona legge che intervenga sul diritto all’informazione, sulla la buona giustizia, sul rispetto della dignità  delle persone”. “Le riflessioni del Presidente della Repubblica, infine, sulla crisi del lavoro, specie per i giovani, in cui rientrano ‘l’inquietudine del mondo dei giornalisti per l’incertezza e la perdita dei posti di lavorò, devono diventare motivo di rinnovato impegno pubblico”. Al Capo dello Stato, conclude Siddi, “siamo grati per aver riproposto con serenità  e chiarezza, all’attenzione di tutti, questioni centrali che debbono essere affrontate seriamente anche perché con la propaganda non si risolve nulla”. (ANSA).
TH/ S0A QBXB