Editoria

03 settembre 2010 | 13:40

INTERNET: FALSE RICHIESTE DI AIUTO AL TOP DELLE FRODI ONLINE

INTERNET: FALSE RICHIESTE DI AIUTO AL TOP DELLE FRODI ONLINE

ROMA
(ANSA) – ROMA, 03 SET – Finte richieste di aiuto dalla Nigeria, presunte vincite alla lotteria e fantomatiche belle donne in cerca di compagnia: sono questi i pretesti adottati dalle truffe online più frequenti dell’ultimo decennio, seguite da false offerte di lavoro e da richieste di denaro da parte di amici via Facebook e Twitter. Secondo la classifica stilata dai PandaLabs, i metodi più utilizzati negli ultimi dieci anni per rubare soldi agli internauti seguono tutti un unico schema: i criminali effettuano un primo contatto con la potenziale vittima, essenzialmente via e-mail o social network, poi, se l’utente viene adescato, gli viene chiesto denaro con falsi pretesti. La scusa più diffusa è quella della cosiddetta “truffa nigeriana”, che è stata anche la prima del suo genere ad apparire sul web. In questo caso il cyber-criminale invia una mail fingendosi una persona in difficoltà , spesso originaria della Nigeria, che ha bisogno di una forte somma di denaro ed è in grado di restituirla in cambio di un aiuto iniziale per andar via dal Paese africano. Chi cade nella trappola invia una parte dei soldi richiesti, ma il contatto a questo punto svanisce col bottino. Poi c’é il pretesto della falsa vincita alla lotteria, con cui si chiede alla vittima una somma in anticipo per coprire commissioni e spese bancarie. La terza ‘scusa’ più sfruttata è quella di una fantomatica bella donna, in genere di nazionalità  russa, che contatta internauti in cerca di compagnia chiedendo soldi per un biglietto aereo. A seguire le frodi che sfruttano le finte offerte di lavoro: alla vittima viene chiesto di comunicare le coordinate bancarie e sui conti vengono fatte transitare somme di denaro rubate ad altri internauti, rendendo la vittima anche un potenziale complice. In tempo di social network la creatività  dei criminali risulta amplificata. Violando un account di Facebook o Twitter, i malviventi possono inviare agli ‘amici’ finte richieste di denaro. (ANSA).
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