Comunicazione

03 settembre 2010 | 15:52

Apc-Ucraina/ E’ guerra delle televisioni, ostaggi degli oligarchi

Apc-Ucraina/ E’ guerra delle televisioni, ostaggi degli oligarchi

Kiev, 3 set. (Apcom-Nuova Europa) – L’ultimo episodio della guerra delle televisioni è la lettera di Mykola Kniazhytskiy apparsa oggi sul Kyiv Post, in cui il direttore di TVI non le manda certo a dire e accusa il capo dei servizi segreti Valery Khoroshkovsky di condurre di fatto un campagna per mettere a tacere una delle voci indipendenti nel panorama televisivo ucraino. La questione è vecchia di mesi, ma è tornata alla ribalta dopo la decisione presa questa settimana di revoca della licenza terrestre per due canali, TVI e 5 Kanal. Per il direttore di TVI non si tratterebbe di una questione prettamente giuridica, ma politica, con Khoroshkovsky principale attore, soprattutto perché oltre ad essere il numero uno dei servizi è anche proprietario del canale Inter, uno dei più seguiti del paese e naturalmente filogovernativo.

Kniazhytskiy si sente vittima di un complotto e sostenerlo è arrivato puntuale anche l’ultimo rapporto di Reporters Sans Frontieres uscito il 1 settembre (intitolato “Temptation To Control”), che accusa la nuova elite ucraina al potere di voler prendere nemmeno tanto silenziosamente il controllo dei media.
Nel rapporto si sottolineano tentativi di restrizione della libertà  di stampa, pressioni sui giornalisti e su media indipendenti, censura. È soprattutto il sistema televisivo a soffrire di maggiori restrizioni, a partire ovviamente dai canali statali che sono controllati direttamente dal governo e quelli privati che sono saldamente in mano agli oligarchi, i quali non sono tanto orientati alla mera libertà  di espressione, quanto al profitto e all’uso della televisione per veicolare le loro verità .
Apc-Ucraina/ E’ guerra della televisioni, ostaggi degli oligarchi -2-
Reporters sans Frontieres: élite tenta controllo informazione

Kiev, 3 set. (Apcom-Nuova Europa) – “Tutti i media – ha detto ad Apcom Julia Korobova, caporedattrice alla radio nazionale ucraina – sono influenzati dal loro editore di riferimento, pubblico o privato che sia. Le cose dalla rivoluzione arancione non sono certo cambiate molto”.

Di fatto la struttura e l’organizzazione dei media in Ucraina é perlomeno singolare, con i canali statali ovviamente controllati da chi è alla presidenza e ha la maggioranza in parlamento (UT1, UTR) e quelli privati distribuiti tra gli oligarchi, che hanno visioni più o meno liberali. E così TRK é di Rinat Achmetov (secondo Forbes il più ricco ucraino nel 2009), STB, ICTV E Novij Kanal appartengono a Viktor Pinchuk (al numero due del ranking e genero dell’ex presidente Kuchma), 1+1 è di Ihor Kolomoyskyi (in terza posizione per Forbes), 5 Kanal di Petro Poroshcenko (ex ministro degli esteri), TVI è controllata da Konstantin Kagalowksi (ex azionista del gruppo russo petrolifero Yukos, ora cittadino britannico) e infine Inter TV appartiene a Valery Khoroshkovsky, che non è solo un semplice oligarca, ma appunto anche il capo dei servizi segreti ucraini SBU e membro della Consiglio della Corte di Giustizia.

Quest’ultimo, che ha fatto infuriare il direttore di TVI Kniazhytskiy per il conflitto di interessi, non è certo nuovo sulla scena: è stato nominato capo dei servizi segreti sì dal nuovo presidente Victor Yanukovich nel marzo 2010, ma già  nel 2006 era stato chiamato dall’eroe della rivoluzione arancione Victor Yuhschenko come vice segretario al Consiglio nazionale della difesa, poi era finito al vertice del Servizio federale doganale e infine, sempre da Yuhschenko, era stato nominato vice capo del SBU nel 2009. Sulle questione delle frequenze revocate sia TVI che 5 Kanal hanno in ogni caso annunciato di voler fare ricorso. La guerra delle televisioni continua.

Gra

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