Editoria

07 settembre 2010 | 8:42

TV: RIGOLETTO; OSS. ROMANO, E’ KITSCH MA MEGLIO DI NIENTE

TV: RIGOLETTO; OSS. ROMANO, E’ KITSCH MA MEGLIO DI NIENTE
BOCCIATO INVECE IL MUSICAL TV DEI PROMESSI SPOSI
CITTA’ DEL VATICANO
(ANSA) – CITTA’ DEL VATICANO, 6 SET – L’Osservatore Romano plaude al ritorno della lirica in Rai con il Rigoletto di Verdi, pur non apprezzandone la fattura, e auspicando che all’iniziativa faccia seguito una maggiore attenzione al genere di qui in avanti, nonostante gli ascolti non da record. Il Rigoletto – osserva il giornale vaticano – “rimane un capolavoro anche quando, come in questo caso, viene adeguato alle esigenze televisive con una chiara deriva populista tradotta in una patinatura da rivista di gossip. Ma così funziona la televisione, bisogna farla con le sue regole e poi aspettare i risultati: in ogni caso è meglio la lirica kitsch che il kitsch e basta”. “E visto che la donna sarà  pure mobile ma l’auditel del Rigoletto appare stabile, forse per una volta si potrebbe cogliere l’occasione: un duca televisivo potrebbe tentare di sedurre un pubblico che si è allontanato dal piccolo schermo ignorando le analisi contrarie di collaboratori e cortigiani”. “Certo – ammetto il quotidiano – non si possono chiamare ogni volta Zubin Mehta sul podio dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, Placido Domingo nel ruolo del protagonista e Marco Bellocchio alla regia, ed è vero che la diretta accende la fantasia del pubblico più dei reperti d’archivio. Fatto sta che, ‘vendetta tremenda vendetta’, tra la miriade di canali specialistici che fioriscono quasi ogni giorno sul digitale terrestre non si trova un posticino per qualche milione di italiani che si ostinano ad ascoltare Verdi, Puccini, Donizetti e Rossini”. Bene farebbe, perciò, il servizio pubblico, esorta il critico vaticano Marcello Filotei, a puntare su un compromesso. Forse – propone – “non si potrebbe pensare ad ascolti da record, ma forse non servirebbero nemmeno investimenti miliardari”, e “la scelta potrebbe cadere su una qualsiasi delle decine di opere che giacciono negli archivi”. Bocciata invece senza remissione dall’Osservatore romano la versione in musical dei Promessi Sposi: “in pochissimi sono caduti nel tranello della rilettura manzoniana – scrive l’Osservatore romano – così vecchia nello stile da costringere gli autori a definirla ‘opera moderna’ nel titolo. E l’ennesimo tentativo di ripetere i successi di Notre-Dame de Paris di Cocciante – conclude – non sembra essere stato accolto con l’entusiasmo che ci si attendeva”.
CNT/ S42 S0B QBXB